Martedì 08 dicembre 2009 h. 22 @ Pixelle, via Turazza 19
Di nuovo, Brooklyn. Di nuovo la batteria, e di nuovo la plastica.
Gli Aa sono una delle band più innovativamente inquiete nella New York degli ultimi 6 anni, evolevendo costantemente il loro unico marchio fortemente stilizzato di massimalismo "DIY" attraverso frequenti cambi di formazione e strumentazione.
Sembra di sentire i Liars di "Drum’s Not Dead" in una jam coi Boredoms più spiccioli, dalle parti di Animal Collective con echi sintetici, quelle voci e quelle urla.
L’approdo al long play degli Aa è un delirio cosmico dai tratti convinti e duri, dalle fattezze ultraterrene e dal clamore devastante. Tre batterie e un sintetizzatore per formazione quanto mai aperta, tanto che non ci è dato quasi sapere chi ci sia dietro ai suoni e quale sia il percorso seguito.
Il suono poliritmico del gruppo evoca elementi di dance globale, hardcore, electro, psych, e altre influenze, con una sensibilità che trascende il caos per creare qualcosa di fresco e frizzante .
Un set di percussioni acustiche / elettroniche sempre più ibrido, il sound denso di paesaggi sonori elettronici, voci pesantemente processate, e un distintivo spettacolo di luci minimale, rendono le performance live degli Aa cariche di atmosfera, frenetiche, e sempre sorprendenti.
Dopo l'ottima e affollata serata infrasettimanale dell'altro dì con Nudge e Lotus Plaza alla calorosa Mela di Newton (che stasera propone una nostra vecchia conoscenza...), si cambia genere e luogo:
lo spazio è ancora una volta quello dello Stalker, presso AltrAgricoltura Nordest, nella ziggurat di c.so Australia 61.
Giusto perché i posti e i soggetti con cui si collabora non si scelgono a caso, l'invito è quello ad entrare in contatto con una realtà unica nel panorama padovano, con il suo gruppo di acquisto solidale (Il Ciclo Corto), con la sua proposta di nuova aggregazione sociale e di stili di vita consapevoli, non solo in termini alimentari, ma proprio in termini di costruzione di relazioni interpersonali slegate da dinamiche di mercato.
Ideologico, dite? mah...
ASU, Associazioni Studenti Universitari
presenta: pulse#118 EDIE SEDGWICK (Dischord - Washington, USA)
anzi, no: [Electro funk / Pop / Indie / Harsh Beat / Punk Dance]
Venerdì 20 Novembre 2009, ore 22.00 @ StalkeR*eloaded c/o AltrAgricoltura NordEst, C.so Australia 61, Padova (qui le indicazioni per arrivare) Qui non ci son storie: la serata è di quelle che poi, quando non ci sei andato e te la raccontan quelli che invece c'erano, t'incazzi.
Ovviamente per gli aficionados di vecchia data non serve nemmeno dirlo, probabilmente erano in una delle due condizioni sopra citate qualche anno fa (pulse#28!!, di cui sotto trovate un nostalgico estratto dalla relativa newsletter) quando Justin "destroyer" Moyer, fu protagonista di un live assolutamente border line, in equilibrio sulle 4 scrivanie dell'ASU, armato di parrucca, tubino paillettato, lettore DVD, proiettore e autoreggenti .
"Never played on a bunch of desks before" disse lui, mentre noi si rifletteva piuttosto sul fatto che ancora non si era visto un vegano accompagnare una pasta coi broccoli con un bicchierone di Gatorade! Ma chevvuoi, gli USA generano fenomeni strani, si sa, ma fossero tutti così... E non a caso è uno dei fenomeni del già all'epoca sbilanciato star system stellestrisce ad essere oggetto di questo che un tempo non avremmo avuto dubbi a definire un divertissment provocatorio del cantante bassista degli El guapo / SuperSystem: “What plastic lies beneath this mask / What empty logic of beautiful zeros” sono i due sintetici versi con cui Justin identifica Edie Segdwick, musa warholiana autobarbiturizzatasi in giovane età... E invece, complice lo scioglimento dei SuperSystem, (e, se non interpreto male, anche degli Antelope, altro degnissimo progetto justiniano) le cose si fan più complesse, e oltre che più sinistre, anche più consistenti: per dirne una, l'inevitabile e felice approdo alla fugaziana Dischord (e d'altra parte come dire di no ad uno che si presenta con una letterina come questa?) e l'integrazione, nella line up di una vera band, nei live specie statunitensi. Nel tour in corso, seppure senza band al completo, la formazione si allarga ad includere la promettente Basla Andolsun (chitarra e voce di Andalusians, anche lei su Dischord) nel ruolo di corista e performer tra proiettore e schermo.
Quindi ecco servito "Things Are Getting Sinister And Sinisterer", uscita dischord numero 161, disponibile in LP e digital download = no CD, ascoltabile in streaming qui. Il concept rimane immutato: 10 tracce con titoli per lo più riconducibili al jet set cinematografico, 10 molotov incendiarie da lanciare sul dancefloor per farci saltare, una satira tagliente e impietosa, ma soprattutto 10 brani brevi e musicalmente immediati, scanditi da secche bassline (tra Rickenbaker e synth) e batteria dritta e spigliata, capaci di suonare come "Fela Kuti meets Screaming Jay Hawkins meets the Ol’ Dirty Bastard at a Warhol exhibition".
In realtà i riferimenti sono tanti e altri, oltre ai "suoi" el Guapo/Supersytem ed Antelope, arrivano anche chiari rimandi a i fasti passati di A Certain Ratio, Pop Group, Gang of Four, senza dimenticare che comunque qui si parla di un artista cresciuto musicalmente nella Washington di Fugazi, Unwound e quant'altri.
Perfettamente in linea, e non solo per il rimando geografico nel nome, l'apertura affidata al live dei tre Wora Wora Washington, veneziani e non di primo pelo, ma capaci di un esordio freschissimo su Shyrec, sia per il piglio dei dieci pezzi in mezzora, sia per la data di rilascio appena trascorsa.
Anche qui i bpm non mancano, i synth strabordano e il suono è affilato.
pulse#119: 08 Dicembre 2009Aa / Big A little a (Deleted Arts, USA) @ StalkeR*eloaded / Altragricoltura NordEst, Padova pulse#120: 18 Dicembre 2009 AU (Aagoo, USA) @ Pixelle, Padova
ecco invece la NL di pulse#28, anche lui reloaded, per l'occasione:
"Edie Sedgwick is the hardest working drag queen in show bizness, writing songs exclusively about her celebrity friends."
pronti per l'ultima puntata del 2005. coordinate necessarie: Justin Moyer prima del riassegnamento di genere di cui sotto poteva semplicemente essere indicato come il cantante e bassista (e in tempi andati pure batterista) di El Guapo / SuperSystem (già con noi nel SSF.04) Edie Sedgwick invece non è più tra noi da circa 35 anni, un veloce bagliore nella New York anni '60 di Andy Warhol: attrice protagonista in due suoi films (Kitchen, Beauty n°2), musa (e forse non solo) di Bob Dylan, fino alla sua morte per eccesso di barbiturici nel 1971.
Bene: la notiziona è che Edie si è reincarnata nel vettore fisico del corpo di Justin.
Perchè mai? chiederete voi... la risposta, candida, è: per cantare canzoni sulle celebrità.
"L'unica cosa che possa fare un'artista alla ricerca della stabilità sulla mobile sabbia della nostra età" dice lui (o lei, a questo punto...) Noi ci fidiamo, anche perchè, tornando a parlare di musica, il suo Her Love Is Real... But She Is Not è ottimo: 14 canzoni, ovviamente tutte intitolate ad attori del jetset hollywoodiano da Schwarzenegger, che addirittura si merita due tracce, a Sigourney Weaver... Se volessimo indicare un genere, diremmo Electro Pop, se volessimo trovare dei riferimenti in altri artisti potremmo elencare:
Adult, El Guapo, Antelope, the Rapture, Le Tigre, Kevin Blechdom, Chicks on Speed, DFA, Talking Heads, Weird War, the Faint.
Bene, inauguriamo la programmazione patavina di pulse, festeggiando pure la recentissima apertura di un nuovo spazio attivo cittadino, ossia La mela di Newton, circolo arci in centro (via della Paglia, laterale della quieta e suggestiva riviera Tiso da Camposampiero) cui auguriamo il meglio e oltre.
Si parte così... con una combo a nome Kranky, una delle migliori etichette indipendenti di sempre, che dal 1993 con quel maledetto Prazision LP dei Labradford ha segnato la storia di certa musica infilando una sfilza di artisti cardine quali: God Speed You Black Emperor, Pan American, Jessamine, Amp, Tim Hecker etcetc...
Notare bene: data la centralità della Mela, la data infrasettimanale e i buoni rapporti di vicinato, il concerto terminerà tassativamente alle 22.30, per cui abbiamo ipotizzato di cominciare al più tardi alle 20.30, quindi l'orario di apertura alle 20 che leggerete più avanti, no, non è un refuso!
Martedì 17 Novembre 2009, ore 20.00 @ La Mela di Newton, via della paglia 2, Padova
Nudge è un collettivo condotto da Brian Foote (responsabile della promozione delle uscite Kranky nonché proprietario della label Audralingt) attorno a cui ruotano membri più o meno fissi (Honey Owens in arte Valet, storica componente dei Jackie-O-Motherfucker... Paul Dickow aka Strategy... Mark Hellner aka Pulse Programming) ed è uno dei più intelligenti e rigeneranti ascolti di questi anni: un miscuglio di dub, drone music, ambient, shoegaze e free-folk...
Questo commento sul recente ep "Infinity Padlock" rende bene l'idea: "Basterebbe solamente elencare la line-up per far venire i brividi a chiunque sia minimamente sensibile a questioni di musica... Terzo album, terzo capolavoro. La grandezza dei Nudge non è una semplice sommatoria dei soggetti che portano avanti questo progetto, ma è la curiosità di scoprire cosa c'è oltre, di suonare con la generosità degli adolescenti e non con la supponenza dei giganti della musica. Sicuramente le singole "componenti" sono tutt'altro che impercettibili: c'è la psichedelica Kranky, c'è il free-folk dissonante dei Jackie, ma ciò che più stupisce di "Infinity padlock" è la struttura sonica straordinariamente amalgamata, come se i quattro si fondano dentro un altoforno, fuoriuscendo sotto forma di una colata d'acciaio, incandescente e compatta. Ne viene fuori un disco intenso e passionale, che parte inscenando delicate atmosfere alla Piano Magic e prosegue con la splendida "Angel decoy", travolgente delirio drone-noise-shoegaze, dove sembra localizzarsi l'esatto punto d'incontro tra i Bardo Pond ed i Sigur Ros più radicali. La successiva "Sickth" sembra un pezzo di My Brightest Diamond remixato da un Fontanelle sotto effetto di chetamina fornitagli da Polmo Polpo, mentre la conclusiva "Time delay twin" è una rivisitazione di Tim Buckley in versione altamente lo-fi. Incantevolmente amabile" http://it.wordpress.com/tag/nudge-infinity-padlock
Questo invece è Stefano Isidoro Bianchi/Blow Up sull'appena uscito "As Good As Gone": "Fanno un mix di classica psichedelia Kranky (suoni impastati e oppiacei, droning, qualche hippismo '60) nu-elettronica e dub, ma con ambizioni spesso squisitamente popM e anche stavolta non si smentiscono a partire dalle iniziale Harmo e Two Hands che riescono nel non facile intento di racchiudere tutte quante le componenti del loro suono fino a sfiorare, coi ricordi, alcune cose della Too Pure... Tito potrebbe appartenere ai Portishead e Burns Blue potrebbe esserne un remix fumatissimo... Il nuovo buon disco dei Nudge, band indecifrabile ma dalle belle idee" (7)Come detto, ad arricchire ulteriormente la serata la presenza di LOTUS PLAZA, side project di Lockett Pundt, chitarrista (nonché autore di molti brani) dei DEERHUNTER..."Tra versi sghembi, frivolezze psych, rigurgiti post-punk e spirito da dopoguerra, "The Floodlight Collective" regala, pur nella sua acerbità, tre quarti d'ora di insano divertimento. Respirando i tepori degli ultimi Animal Collective e unendovi gli umori più dreamy di marca Deerhunter, i Lotus Plaza hanno saputo forgiare un disco che sfiora corde di pura poesia." ONDAROCK
Il tutto sarà servito con proiezioni live a cura di Stacie Jaye Meyer http://www.sjmfineart.com"It's a combination of stop motion footage done by the band, vintage minimal computer animations and close-ups of Hans Jenny's cymatics experiments http://www.cymatics.org/ "
prezzo dell'operazione solo 4 euro! non dimenticate la tessera arci!!!
Seconda tranche della serie mestrina, in collaborazione ancora con Elefante Rosso, venerdì sera proponiamo due ottimali dj set (Upstart, con Elix in apertura), in recupero dalla data di venerdì passato!
Ricordiamo ai partecipanti del pulse#115 scorso che per loro l'ingresso alla serata è gratuito.
Upstart è il nome di battaglia di Peter Wacha fondatore e motore primo della label di Monaco Disko B, con cui ha ha dato alle stampe lavori di gentaglia come: Dj Hell, Silicon Soul, Stereo Total, Electronicat, Console, Abe Duque. Considerato insieme ai mattatori Dj Hell e Richard Bartz come uno dei perni fondamentali della "Munich Techno", Peter è inoltre titolare del fantastico e fornitissimo negozio di dischi Optimal a Monaco.
Ricordiamo ai partecipanti del pulse#115 scorso che per loro l'ingresso alla serata è gratuito.
Per tutti gli altri, comunque solo 3 euro. + tessera arci, of course
ci si vede lì ciao
Come Arrivare
L'Elefante Rosso si trova a Mestre in via della Crusca 34, laterale di via Martiri della Libertà. Per chi viene da fuori città: dalla tangenziale di Mestre prendere l'uscita Treviso / Terraglio. Alla rotonda che si incontra subito usciti dal passante seguire per Venezia / Zona Industriale. Vi troverete su una grande strada a 2 carreggiate (via Martiri della Libertà). Dopo 2 km trovate via della Crusca sulla destra.
Info: The munich-based electronic music label Disko B was founded in 1991 by Peter Wacha aka Upstart as dance-department of his independent label Sub Up Records (releasing among others the german cult pop/punkbands FSK, Die Goldenen Zitronen, Merricks) which was already in existence since 1985. The original name of the label was disko bombs, targeted towards a bombardement of the disco mainstream with progressiv electronic music sounds. The first release of the New York based SILICON SOUL (db 1) entered the german dance charts at the first go.
After one Ragga and one Rave 12, KOTAIs Susis Daydream (db 4) was the first pure techno-release on Disko B in 1991. The same year Upstart, Dorothea Zenker, David Süss and Cpt. Reality started the legendary Ultraworld parties (which lead to the worldwide respected ULTRASCHALL club and meanwhile merged into the club ROTE SONNE www.rote-sonne.com). With releases of producers like DJ HELL, RICHARD BARTZ aka ACID SCOUT, ROBERT GÖRL or DJ GOOD GROOVE Disko B established itself as one of the most profiled techno/electronic music labels worldwide. The Vienna-Munich-connection with Cheap Records lead to the release of the scandalous Porno by PATRICK PULSINGER (db35) and SUSANNE BROKESCHs experimental ambient milestone Sharing The Sunhat (db60) and Disko Bs image between dancefloor-straightness and experimental electronica deepened during the mid-ninetees.
Disko Bs international artist roster with artists like I-F, JAY DENHAM, BLAKE BAXTER, THE RANCHO RELAXO ALLSTARS, UNIT MOEBIUS, HELL, ARTIST UNKNOWN or ABE DUQUE aka KIRLIAN spread the sound of the Disko B family around the world.
Disko B has been able to continue an output of high quality electronic music over the years. In 2005 Disko B signed the Band STEREO TOTAL from Berlin and thereby clearly (re-)opened the labelsound in direction of punk and alternative. Relases by CONSOLE, GEBRUEDER TEICHMANN, ACID PAULI, JAY DENHAM or GOOD ENOUGH FOR YOU and new albums by ELECTRONICAT or CREME DE MENTHE followed. The latest Disko B signing is SCHLACHTHOFBRONX.
La prima data della collezione autunno inverno Pulse è in trasferta: venerdì 30 ottobre ci si trasla in quel di MESTRE, all'ELEFANTE ROSSO, club Arci di recente istituzione, ma dalla sede storica (Jam/Teranga), in via della Crusca 34.
Come Arrivare L'Elefante Rosso si trova a Mestre in via della Crusca 34, laterale di via Martiri della Libertà. Per chi viene da fuori città: dalla tangenziale di Mestre prendere l'uscita Treviso / Terraglio. Alla rotonda che si incontra subito usciti dal passante seguire per Venezia / Zona Industriale. Vi troverete su una grande strada a 2 carreggiate (via Martiri della Libertà). Dopo 2 km trovate via della Crusca sulla destra.
VENERDI' 30 Ottobre 2009 ore 22:00 @ ELEFANTE ROSSO - Via della Crusca, 34 MESTRE
La prima data della collezione autunno inverno Pulse è in trasferta: venerdì 30 ottobre ci si trasla in quel di MESTRE, Venezia, all'ELEFANTE ROSSO, club Arci di recente istituzione, ma dalla sede storica (Jam), in via della Crusca 31.
Chiediamo scusa per l'annunciata doppietta su blog e facebook, purtroppo un imprevisto logistico ha reso impossibile la presenza di Peter Wacha aka Upstart per domani sera, ad ogni modo la consolle non rimarrà vuota, e il dj set post concerto sarà a cura di Cilloman.
Poco male, la mitosi pulsistica ci viene in aiuto, e da un venerdì sera se ne fanno due: il patron della Disko B recupererà dunque il DJ set il venerdì successivo, 6 Novembre 2009, e per farla tutta, insieme ad Elefante Rosso si è pattuito che chi viene domani per Chadbourne, il sei beneficierà di un ingresso aggratiss, giusto per scusarci dell'inconveniente.
Come Arrivare
L'Elefante Rosso si trova a Mestre in via della Crusca 34, laterale di via Martiri della Libertà. Per chi viene da fuori città: dalla tangenziale di Mestre prendere l'uscita Treviso / Terraglio. Alla rotonda che si incontra subito usciti dal passante seguire per Venezia / Zona Industriale. Vi troverete su una grande strada a 2 carreggiate (via Martiri della Libertà). Dopo 2 km trovate via della Crusca sulla destra.
http://www.elefanterosso.com
EUGENE CHADBOURNE (USA, House of Chadula)
Dr. Eugene Chadbourne ha 55 anni, suona la chitarra, il banjo e molto altro. Improvvisatore blasfemo di country western, Chadbourne è il piu' eccentrico ed eterodosso dei solisti creativi. Contaminato dai miraggi e dagli incubi della civiltà psichedelica, erede della musica totale di Zappa e del musichall politico dei Fugs, ma immerso fino al collo nella "trash culture" (cultura della spazzatura) dei punk, ha coniato il linguaggio musicale più eretico e blasfemo della sua era. In maniera del tutto coerente con la sua fondamentale incoerenza, ha scelto l'innocuo country come struttura portante di tanto fracasso.
Alla fine degli anni settanta (dopo aver brillantemente risolto il dilemma "Canada o Vietnam?") Eugene improvvisa con John Zorn e Tom Cora a New York.
Gli anni 80 si aprono con il rockabilly demenziale e dissonante degli Shockabilly, lui intanto fissa il suo acido impegno politico, poi si aggiunge ai Camper van Beethoven, sempre coverizzando il mondo intero, fa dischi con They might be giants et alter.
Negli anni 90 ritrova e scompagina folk e country, scambia la chitarra elettrica con quella acustica, creando così un sound totalmente personale, in cui la sua indole di improvvisatore rumorista rivolta sorniona sonorità più traditional.
Il percorso continua, tra sfilze di dischi e nastri autoprodotti e collaborazioni eccellenti non solo nel mondo del jazz, incontrando musiche antipodali ed esotiche, per consegnarci oggi un artista incredibilmente eclettico, capace di performance surrealmente avant ma al contempo esilaranti e caustiche, capaci di frullare musiche altre, d'altri e d'altri tempi sempre all'insegna di un buon umore iconoclasta.
Collaborazioni con: John Zorn, Violent Femmes, i nostrani Zu, Sun City Girls, Elliot Sharp, Fred Frith, Derek Bailey,They Might be Giants, Keiji Haino, Marc Ribot, David Toop, Susie Ibarra, Tom Cora, e ci fermiamo qui...
In calce trovate un emblematico report di un suo live recente, (da Sentireascoltare) che la dice lunga su ciò che vi perdereste nel caso non veniste!
Il costo dell'operazione, al solito sottodimensionato dato il calibro dell'artista in questione, ma si sa, noi vi si vuole bene... è di soli 7 euro
Chiudiamo con un breve compendio delle date a venire, chiaramente suscettibile di variazioni in aggiunta:
pulse#116: 6 novembre 2009 Upstart (Disko B, DE) + guest @ Elefante Rosso, Mestre, Ve
pulse#117: 20 novembre 2009 Edie Segdwick (Dischord, USA) @ StalkeR*eloaded / Altragricoltura NordEst, Padova
pulse#118: 8 dicembre Aa / Big A little a (Deleted Arts, USA) @ StalkeR*eloaded / Altragricoltura NordEst, Padova
Eugene Chadbourne Museo Della Musica Bologna (24 Febbraio 2009) Comicita e ricerca musicale, parodia e eclettismo. Eugene Chadbourne dimostra ancora una volta che la musica sperimentale può andare tranquillamente a braccetto con il country, il noise, il metal e il clownesco.
Alla faccia di chi pensa che la musica sperimentale (d’avanguardia, anticonformista o come diavolo la si voglia chiamare) sia per forza una roba noiosa e di chi crede che i musicisti “impegnati” debbano (chissà per quale motivo, poi) essere barbosi bacchettoni che suonano per un pubblico elitario e serissimo. L’altra sera, nella saletta del Museo della Musica di Bologna, Eugene Chadbourne ha dato prova del contrario, dimostrando che la comicità può andare perfettamente a braccetto con la ricerca musicale, senza che quest’ultima perda di credibilità. E lo ha fatto a modo suo, con quell’ inconfondibile stile da americano giramondo, capace di adattarsi a qualsiasi platea e, soprattutto, a generi musicali distanti anni luce tra loro.
Solo con un banjo e una chitarra, il musicista statunitense, noto per le sue svariate collaborazioni (da John Zorn a Fred Frith, da Jello Biafra a Derek Bailey, fino ai romani Zu), è riuscito ad ipnotizzare i presenti per un’ora e mezzo con uno show esilarante e capace di abbracciare, in poco più di un giro d’orologio, mondi musicali agli antipodi.
Senza tanti convenevoli, Chadbourne ha esordito con una serie di brani country, che spesso e volentieri si dilatavano, sfociando in improvvisazioni free, con il banjo trasformato in un ibrido tra uno strumento a corde e una percussione.Dopo una mezz’oretta eccolo imbracciare la chitarra elettrica, distorta e compressa all’inverosimile, e lanciarsi in una serie di cover. Are You Experienced? Di Hendrix sarebbe praticamente irriconoscibile sotto le sferzate noise della sei corde, se non fosse per l’ormai classico stop and go con la declamazione della frase che da il titolo al brano. Dal rumorismo estremo al suono chiaro e limpido ci passa un colpo al pedale degli effetti. Ed ecco il Nostro esibirsi in un duetto (degno di un imitatore di professione) tra Bob Dylan e Louis Armstrong sulle note dello standard Stardust. Ma non c’è sosta e il pubblico non ha ancora smesso di ridere che arriva la sua personale rilettura del classico del classici del rock’n’roll, Roll Over Beethoven, trasformato per l’occasione in un geniale “Roll over Berlusconi”!
La comicità musicale di Chadbourne possiede l’efficacia che solo i grandi attori riescono a suscitare, tanto è raffinata e mai grossolana. E, soprattutto, imprevedibile. Quanto meno te lo aspetti, il vecchio Eugene ti mostra il pezzo da novanta, tirando fuori uno strumento di sua invenzione: il rastrello “elettrificato” (!). Chadbourne gironzola per un quarto d’ora esplorando tutte le sfumature del rumore con il suo nuovo arnese, ora graffiando il pavimento,ora sfruttando il suono del contatto elettrico con le luci.
Non importa che sia un concerto gratuito e che ai presenti potrebbe già bastare. Lui è in vena, il pubblico anche e quindi, imbracciato di nuovo il banjo, ricomincia con le sue deliranti melodie pseudo country.
In questi casi ci si può solo lamentare del fatto che tutte le cose, prima o poi, finiscono. Eccezionale. Daniele Follero