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sabato 10 settembre 2011

Pulse @ Venetian Industries Festival: Emeralds (USA, Mego) SA.10/09 + Pulse Showcase DO.11/09

VIF


Finalmente e per fortuna è tornato il V.I.F.!

Dopo l'increscioso annullamento a ridosso dell'evento l'anno passato, la prospettiva giusta da cui osservare il tutto è sicuramente questa: sventure, sfighe, traversie varie, deliberati o colposi boicottaggi, distrazioni istituzionali non bastano a tramortire definitivamente determinate realtà, specie quando dietro di esse si lavora per tutto l'anno con passione ed impegno, si fa rete e soprattutto si tien duro!

Nell'auspicare una perfetta riuscita dell'evento, che per due giorni passerà in rassegna una selezione (magari non esaustiva, ma ben rappresentativa) delle realtà creative indipendenti della nostra quota veneta di Nord Est, sappiamo anche che incrociare le dita serve a poco se non ci si sbatte attivamente, e quest'anno ci siamo anche noi di Pulse, presenti in due momenti diversi nelle due serate:

Sabato 10, h. 23 contribuiamo nel modo che ci è più congeniale, da anni, ovvero proponendo un live di livello internazionale, quello degli americani Emeralds, da Cleveland, band rivelazione dell'anno passato con il loro disco "Does It Look Like I'm Here?"
sull'austriaca Editions Mego.
Dopo essersi girati il mondo negli ultimi mesi spartendo i palchi con i nomi che contano (una su tutte la data sold out da bava alla bocca dell'1 giugno scorso a Berlino: Oneohtrix Point Never + Emeralds + Caribou), la band intraprende domani un nuovo tour italiano, partendo proprio dal VIF per poi farsi delle date/bazzeccole come MiTo e Circolo degli Artisti, e permettendosi pure una scappatella fino all'Isola di Wight, al Bestival curato da quel lazzarone di Rob Da Bank. Su di loro torniamo più sotto.

Domenica 11, h. 01.00 in maniera più scanzonata, mettendoci dietro la consolle chi vi scrive e chi da anni oramai cura le grafiche della maggiorparte degli appuntamenti Pulse e del SSF/JeT'aime, ovvero Lorenzo Mason, che in modalità DJ si presenta come Blondie Equal Stupid. Cosa faremo? Una selezione della musica recente vista dall'osservatorio Pulse, proponendo qualche traccia spedita di artisti che son stati nostri ospiti, che ci piacerebbe lo fossero in futuro o semplicemente che ci gasano adeguatamente in questi giorni. Ancora da definire eventuale presenza di ulteriore compare, di indubbi gusto e competenza.

Di seguito vi diamo un paio di coordinate sui nostri ospiti stranieri
L'orario è indicativo dell'inizio del loro set, che però viene a chiudere, insieme al successivo live di Wora Wora Washington, una lunga giornata che comincia dalle 15!
Ecco qui invece il programma musicale (live+showcase) del festival, (per quello navigabile completo di tutte le altre iniziative, conferenze, meeting ed expo, e suprattutto completo di link, vai qui)
Vedrete che troverete qualche nome noto agli affezionati pulsisti ;)

Vi ricordiamo volentieri che l'ingresso è gratuito!

SABATO 10 e DOMENICA 11 SETTEMBRE 2011 15:00-2:30 AL PARCO SAN GIULIANO - MESTRE (ZONA PORTA GIALLA E PATTINODROMO) VENETIAN INDUSTRIES FESTIVAL Fin dal pomeriggio: concerti, proiezioni e performance, esperienze, nuovi incontri e collaborazioni, scambi di idee, momenti di dialogo e confronto, ritmi, canzoni, donne di sogno, banane, angurie, limoni e lamponi! Venetian Industries Festival è qualcosa in più di un semplice festival. due palchi ed una postazione dj in contemporanea + expo di oggetti, accessori, grafiche, riviste, prodotti creativi non meglio identificati con il solo limite di essere autoprodotti e originali, possibilmente ecologici + conferenze, performance, proiezioni INGRESSO GRATUITO! PROGRAMMA! SABATO 10 SETTEMBRE 2011 dalle ore 15:01:02 alle ore 01:59:58 Concerti (palco A e palco B) ~ 16:01 - Hope You're Fine Blondie (Treviso) (B) ~ 16:49 - Gli Incolti (Treviso) (A) ~ 17:42 - New Candys (Treviso) (B) ~ 18:31 - Humanature (Treviso) (A) ~ 19:22 - C+C=Maxigross (Venezia) (B) ~ 20:09 - Margareth (Venezia) (A) ~ 21:01 - Renè Basca and the Biscuits (Padova) (B) ~ 22:02 - Grimoon (Venezia) (A) ~ 23:01 - The Emeralds (U.S.A.) (B) ~ 23:59 - Wora wora washington (Treviso) (A) . Showcase ~ 20:31 - Boring Machines: BeMyDelay (Live set), Boring Machines (Dj Set) ~ 22:02 - Laverna: Enrico Coniglio, Stefano Guzzetti, Manuel Cecchinato Posadas, Molven (live sets), Francesca Coniglio (live visuals) ~ 23:31 - Electronic Girls: Belinda Frank & Johann Merrich (Live Set), Crì & Miss le Viòl (Dj Set) ~ 00:59 - The Italo Job: Dj Caste (Dj Set) DOMENICA 11 SETTEMBRE 2011 dalle ore 15:01:02 alle ore 01:59:59 Concerti (palco A e palco B) ~ 16:16 - Valium doll (Venezia) (A) ~ 17:01 - Liir bu Fer (Verona) (B) ~ 17:46 - The White Mega Giant (Padova) (A) ~ 18:29 - Ancher (Verona) (B) ~ 19:14 - Zabrisky (Venezia) (A) ~ 20:01 - Go Go Monellas (Verona) (B) ~ 20:46 - I Kill Your Boyfriend (Treviso) (A) ~ 21:31 - Hateboss (Treviso) (B) ~ 22:16 - Slumberwood (Padova) (A) ~ 22:59 - Father Murphy (Treviso) (B) ~ 23:59 - IOSONOUNCANE (Bologna) (A) Showcase ~ 17:31 - Associazione Culturale Flat: djs set a cura dei dj dello staff ~ 18:59 - shyrec: Gurubanana Solo (set acustico), antonio de la squeva (selezione musicale) ~ 20:31 - abusers: Abusers Collective Performance ~ 21:59 - Nedac Editions: The Noisemaker, Cabeki ~ 23:31 - Antenna Lab: Hyena e Pablito El Drito ~ 00:59 - Pulse: Pulse, Blondie Equal Stupid Dj Set INGRESSO GRATUITO


Pulse#173

EMERALDS
(U.S.A, Mego)

emeralds

[ Instrumental, Synth-drone, Kosmische Musik, Underwater Sound]

http://clevelandwagon.blogspotcom/ http://editionsmego.com/artist/emeralds

Sabato 10 Settembre, h.23
@Venetian Industries Festival, Palco B c/o Parco San Giuliano, Mestre (VE)


Riprodurre le meraviglie di un mondo subacqueo in musica. Delineare le oscillazioni, il moto ondoso in graduale aumento, la marea che procede regolare secondo i chiarori lunari. E scorgere nei flussi del mare le piroette dei delfini, le traiettorie disegnate come fossero un quadro e il fosco paesaggio dei fondali. Immergersi, toccare il fondo e risalire a respirare, in un ambiente acquatico che regala tanta analogica dolcezza quanto frizzanti bollicine in ascensione.

Negli andamenti kosmische di "Does It Look Like I'm Here" gli Emeralds da Cleveland si domandano se sia effettivamente quello il luogo che abitano, un paesaggio sospeso e paradisiaco. Le astrali visioni dell'elettronica tedesca seventies, il cui gusto aspro qui non viene a mancare, rivivono illuminate a giorno da una ventata sintetica che si riflette in ogni singola nota del miglior lavoro del trio. Nell'ora di divagazioni si rincorrono nebulose deformi ("Science Center", "It' Doesn't Arrive"), armoniosi quadretti bucolici per tastiere ondivaghe ("Candy Shoppe", "Shade") che riflettono i loro raggi su un mare increspato dalla salsedine.

Nessuna nube oscura l'avanzare notturno di "Double Helix", sospesa tra Pink Floyd e Tangerine Dream. E fra gli sfarfallii di "Goes By" e i sapori française delle conclusive "Now You See Me" e "Access Granated" si consuma la bordata sonica della title track: sette minuti e mezzo di flutti contro gli scogli. Se dovessimo riassumere questo lavoro uscito per la benemerita Editions Mego, non potremmo che affidarci alla maestosa sinfonia della quinta traccia. Nei dodici minuti di "Genetic" si rincorrono, in un continuo gioco di rimbalzi, un sostrato ambientale celeste sul quale si inserisce una struttura di synth in ascesa che lascia progressivamente il passo a fluidi elettronici in ebolizione.
Un'ascesa purissima da un mare in fermento. Poi si trapassano le candide nuvole, lì a un passo dal cosmo.

(recensione su ONDAROCK di
"Does It Look Like I'm Here" 8/10)





Pulse#174

Showcase:
Pulse + Blondie Equal Stupid
Domenica 11 Settembre, h. 25.00

@ Venetian Industries Festival


lunedì 30 maggio 2011

SSF11 31/05/2011 - EAST RODEO (HR/ITA) + BENIAMINO NOIA (PD)


East Rodeo (HR/ITA, MenArt/Trovarobato)

Tempo fa (diciamo 2 anni) un concerto padovano degli East Rodeo sarebbe stato accadimento fin quasi ordinario nella Padova che ha visto la band muovere i suoi primi passi, mentre cresceva e maturava quel sound unico, un incrocio esclusivo di avant-rock e impro, controllo tecnico di materia sonora e piglio balcanico. Da più di un anno la band ha abbandonato la pianura padana, tornando a Pola dove il loro ultimo disco ha preso forma, grazie anche alla partecipazione di mostri sacri della musica quali Marc Ribot, Warren Ellis e Greg Cohen. Ed è prorio Ribot che oltre ad evidenti altri, possiede pure il dono della sintesi, a distillare tutto in 10 parole: «Influences from Sun Ra to Sonic Youth to hardcore and back. Plus they rock.»


Web:

http://www.eastrodeo.net

http://www.myspace.com/eastrodeo

Ascolti consigliati:

Morning Cluster, Menart, 2011




Beniamino Noia (PD)

Quella di Paolo Tizianel è una storia fatta di pazienza granitica, alcune delusioni e soddisfazioni tardive. Veterano della scena padovana dalla peculiare personalità, dopo esperienze in band quali Infinity Within, Shifty Split/Benjamin Bore, Paolo passa a sonorizzare spettacoli teatrali, e approda infine alla modalità one man band, intraprendendo una sfida tuttora in corso con loopstation e macchine assortite (la sua micra su tutte). Catapultato finalmente l'anno passato sul palco di Italia Wave con il suo live potente ed incalzante, Beniamino Noia è ulteriore esempio di quanto Padova possa essere distratta nei confronti dei suoi musicisti.


Web:

http://pbmrec.com

http://www.myspace.com/beniaminonoia

Ascolti consigliati:

Vivanoia, PBM records, 2009


INGRESSO LIBERO!


domenica 29 maggio 2011

SSF11 30/05/2011 - THANK YOU (USA) + CAPTAIN QUENTIN (RC)



Thank You (USA, Thrill Jockey)

Intercettiamo il tour dei Thank You, in viaggio verso il Primavera e le date europee in apertura ai Battles. Domiciliati in quella stessa Baltimora che è casa di altre schegge impazzite dell'avant statunitense (uno su tutti, Dan Deacon) i tre Thank You non si perdono in convenevoli e si affrettano ad incendiare il nostro lunedì sera: tutti suonano tutto, ingaggiando una mischia tanto giocosa quanto spietata con tutti gli strumenti a disposizione e riversando nel live la potenza del loro drumming tribale e le staffilate di synh e chitarre. I riferimenti spaziano dai classici affilati di Fugazi e The Ex, ai cori ancestrali di Big A Little a e Animal Collective, alle cavalcate più craute a volte fin africaneggianti, il tutto immerso nel puro divertimento generato dal suonare (to)talmente lanciati.

Web:

http://www.myspace.com/wethankyou

http://www.thrilljockey.com

Ascolti consigliati:

Terrible Two, Thrill Jockey, 2008

Golden Worry, Thrill Jockey, 2011



Captain Quentin (From Scratch, RC)

Instrumental jet set è un'opera rock come quelle di quarant'anni fa, ma senza la pomposità, anzi con molta ironia a partire dai titoli. Una botta di senso con nessun timore reverenziale verso ciò che succede in giro, e un'ulteriore evoluzione dai temi matematici e spaziali delle prime avventure del Capitano, giusto in tempo per salutare il Beefheart che non c’è più: se il 2010 si era caratterizzato per il ritorno al beat italiano, l’Undici minaccia di saccheggiare il patrimonio del prog italiano.

Web:

http://www.captainquentin.it

http://www.myspace.com/captainquentin

Ascolti consigliati:

Instrumental Jet Set, From Scratch, 2011


SSF11 29/05/2011 - ARIEL PINK'S HAUNTED GRAFFITI (USA) + HARRY MERRY



Ariel Pink's Haunted Graffiti

Scoperto e lanciato dagli Animal Collective sulla loro etichetta Paw Tracks, Ariel Pink si afferma rapidamente come uno dei cantautori e produttori più creativi e sperimentali della sua generazione, un visionario trasformista del lo-fi capace di imbastardire la forma canzone in modo sublime con suoni carichi di nostalgia e sana autoironia. Un autentico citazionista che riesuma qualsiasi genere dal synth pop al metal senza plagiare, che ama lambire pericolosamente il grottesco senza mai finirci dentro. Nell’estate 2010 Ariel Pink’s Haunted Graffiti pubblica sulla prestigiosa label 4AD l’album Before Today, accolto da critica e pubblico come capolavoro contemporaneo. Così Noah Lennox (Panda Bear/Animal Collective) su di lui: « Before Today è un disco bellissimo... Siamo tutti orgogliosi di avergli prodotto un disco anni fa, ma il successo per Ariel era solo questione di tempo: ogni suo album è sempre stato pieno zeppo di belle canzoni, e non è una cosa che si possa dire di tantissimi gruppi al giorno d'oggi.»

Web:

http://www.myspace.com/arielpink

http://www.arielpink.com

Ascolti consigliati:

House Arrest, Paw Tracks, 2006

Before Today, 4AD, 2010




Harry Merry (NL, Tocado Records)

L'incredibile incontro ravvicinato di qualche anno fa (pulse#51) non ci facilita nell'improbabile missione di restituirvi un'immagine che non sia mossa o fuori fuoco di questo singolare olandese. A partire dalla mise: Harry Merry si presenta sul palco in tenuta da marinaretto, con una parrucca imbarazzante ed una pianola brutta. Musicalmente siamo dalle parti della follia pura e imprevedibile, tra Syd Barrett midizzato e i Devo in versione de-evoluzionistica. A tutto questo aggiungiamo che Harry e Ariel Pink sono buoni amici sia sul palco che al bar, e avremo la dimensione di quanto difficile sarà dimenticarci questa serata.

Web:

http://www.harrymerry.com/

http://www.myspace.com/harry9merry

Ascolti consigliati:

The Shunt, Tocado Records, 2008

SSF11 28/05/2011 - SAROOS (DE) + GOING PLACES (TO)


Saroos (DE, Anticon)

Piccolo super gruppo elettronico, i Saroos, composto da Max Punktezal dei Notwist, Cristoph Brandner dei Lali puna e Florian Zimmer degli Iso86. Il risultato è la somma delle influenze dei loro gruppi di provenienza: elettronica liquida, profondamente melodica, avvolgente e ipnotica nel passo e nelle suggestioni. L'ultimo album, See Me Not, pubblicato chiaramente sull'etichetta dei Notwist - la Alien transistor records - è prodotto, inaspettatamente, da quel genio alternativo che è Odd Nosdam del compianto collettivo avant hip hop Clouddead.

Web:

http://www.alientransistor.de/

http://www.myspace.com/saroos

Ascolti consigliati:

Saroos, Alien Transistor, 2006

See Me Not, Alien Transistor, 2010




Going Places (TO)

I Going Places sono una all star band torinese, nata nel 2010 dalle menti di Jacopo (Disco Drive), e Gabriele (Xanax Party), a cui si sono aggiunti Marco (Drink To Me) e Valentina (Lovely Valentina), per creare canzoni fragili e imperfette in bilico tra ritmo e melodia. Si preparano a conquistare il mondo nel 2011 con il loro miscuglio di pop, disco, lo-fi e wave. Usano equipaggiamento vintage (vecchie drum machines, organi, basso) e non (campionatori, effetti), si muovono in precario equilibrio tra speranza e malinconia, e mirano alla bellezza.

Web/Ascolti:

http://soundcloud.com/goingplaces

SSF11 27/05/2011 - CHAIN AND THE GANG (USA) + HUSBAND (BO)




Chain and the Gang (USA, K Records)

Questa è l'ultima invenzione di Ian Svenonius, già a capo di Nation of Ulysses, Make up, Weird War. Militante del soul e promotore del “Vangelo Yeh-Yeh”, un misto di garage, rock e di “Teologia della liberazione”, Svenonius rimane coerente con le precedenti produzioni, influenzando anche quest'ultimo progetto con ideali anticonformisti, attacchi al sistema direttivo globale, al progresso viziato, all'oppressione, al materialismo, che già echeggiano nel nome stesso della band. L'ultimo lavoro Down with Liberty... Up with Chains!, in uscita per la mitica K Records di Calvin Johnson, è una trascinante miscela che racchiude i suoni della New York degli anni '70, rimandi ai Velvet Underground, ma anche a James Brown, senza tralasciare il gospel, in un pout pourri di glam, soul-funk lercio, rock'n' roll nudo e crudo, pronto ad essere riversato in un live che difficilmente riuscirete a dimenticare.

Web:

http://www.myspace.com/chainandthegang

http://www.krecs.com/html/artists/artistpage.php?interest=171

Ascolti consigliati:

Down With Liberty... Up With Chains!, K Records, 2009

Music’s Not For Everyone, K Records, 2011



Husband (BO)

Husband era Giallo dei Buzz Aldrin, since ZOIO. Ora c'è anche Chiara e intanto di cose ne sono successe, al postpunk Wire-oriented di Bologna: è bastato un brano su Myspace (eh? Ve lo ricordate Myspace?) a farsi conoscere nei blogghi inglesi, che hanno portato a una serie di concerti Oltremanica, che hanno smosso il Guardian a concedere il ruolo di “band of the day”, che ha aiutato a far uscire per Robot Elephant Records il primo EP con due brani e un mucchio di remix, che per due soldi mio padre comprò.

Web/Ascolti:

http://www.myspace.com/husbandworld






mercoledì 25 maggio 2011

SSF11 26/05/11 - Akron Family (USA) + Welcome Back Sailors (RE)


Akron/Family (Dead Oceans, USA)

Sei anni fa (Pulse#23!) li vedemmo in quartetto percuotere i tubi d'areazione di Spazio Aperto a Pontevigodarzere e subito dopo raggrupparsi a cerchio per recitare un salmo mistico tra sé e sé. Erano i tempi dell'esordio omonimo per Young Gods, e gli Akron/Family - spettinate neostar del folk sperimentale che viene dall'Ohio - erano sulla bocca di tutti gli scenester indie all'ultimo grido. Un album di aurea “normalizzazione” come “Love is simple” e alterne fortune fino all'attuale corso, con “The cosmic birth and journey of Shinju TNT”: inciso per Dead Oceans, l'album prodotto in un vulcano giapponese, che ha visto la luce a febbraio, consolida la band dopo la partenza di Ryan Vanderhoof e contiene tredici tracce di trip collettivo come si usa - da una decina d'anni almeno - nelle migliori famiglie musicali d'America.

Ascolti consigliati:

Love is Simple, Young God Records, 2007

Akron/Family II: The Cosmic Birth and Journey of Shinju TNT, Dead Oceans Records, 2011


Welcome Back Sailors (We Were Never Being Boring, RE)

Non è un caso che sia il collettivo We Were Never Being Boring a promuovere due ragazzi reggiani che trasportano alle Baleari, in groppa al loro dream synth pop dai ritmi flessuosi come le onde del pomeriggio. La melodia e i riverberi di I'll be there possono essere mixati con Come with me di CEO su una terrazza metropolitana e finire pitchata su The Fader. “Voi parlate, io gioco”: e queste promesse non sono di marinaio. Visti suonare dal vivo all'Handmade, tosto approvati con tanto di bollino SSF.

Web:

http://www.myspace.com/welcomebacksailors

Ascolti consigliati:

Yes/Sun, We Were Never Being Boring, 2011

INGRESSO LIBERO!

venerdì 26 marzo 2010

Intervista: Guido Moebius + Niobe - Pulse#109, SummerStudentFestival09 @ Giardini Mensa Piovego

Questa volta vi proponiamo due interviste, con riferimento alla prima giornata del Summer Student Festival 09...
Purtroppo manca l'estratto video, ma nella apertura del festival, non ci è riuscito di documentare la serata. Amen. Per quanto riguarda Niobe non mancheremo di recuperare nella sua imminente data padovana al Pixelle, Pulse#130.

SSF09 13.06.2009 Guido Moebius + Niobe

Il festival si apre con una line up teutonica doc: attacca Guido Moebius e chiude Yvonne Cornelius in arte Niobe. Lui ben lontano dallo stereotipo del musicista artefatto, con fare curioso si intrattiene a chiacchierare un po’ con chiunque gli vada a genio. Performance stimolante e la sua, anche per chi fosse completamente a digiuno di loop e sintetizzatori c’è stato di che divertirsi sia nell’ascoltare spensierati sia nel vedere proiettati dietro il procedere su e giù di piedi e pedali. Niobe molto più diva, dotata di un sorriso disarmante si aggira invece per il festival in una mise d’altri tempi degna di un film di Sergio Leone. Set incantevole e suggestivo con tanto di chiusura con una revisione onirica sul tema di Brasil.

Guido Moebius

Ti sei divertito? Che impressione hai del festival?

È un festival davvero molto carino, il tempo è fantastico e lo show è andato bene, è una bella serata.

Concordo, il pubblico era attentissimo e rapito dalle immagini della camera fissa sui tuoi piedi, anzi qual è la tua opinione in merito all’uso del video durante il set, lo trovi funzionale alla performance o semplicemente ti fa sentire meno solo sul palco?

Ho osservato che la maggior parte dei live in cui il laptop fa da protagonista sono noiosi, guardare un artista che guarda un computer ti da l’impressione di non sapere se stanno controllando la mail, facendo musica o se sta andando un cd e manca solo una tazza di tè. Per cui ho pensato che una camera che permetta di vedere quello che faccio sia il metodo migliore per permettere alla gente di seguire un mio set. Usando molti pedali la situazione è molto più dinamica e con il tempo ho scoperto tutti questi loop e da qui mi sono sbizzarrito sommandoli, scomponendoli, un po’ di tutto.

L’ultimo album Gebirge ha una direzione che va diritta verso il funk e la dancefloor, c’è tanto ritmo e bisogna dire che durante il live si sente come ti diverti a spingere i bassi il più possibile. Questo dice forse qualcosa su un tuo passato da dj?

Intendi come dj in un club? Si certo e lo faccio ancora adesso volentieri, attualmente non faccio musica da dancefloor, ma hai ragione, comparato agli altri due album ques

to è molto più carico e danzereccio, ci sono più suoni, bassi e cose simili.

Berlino è una città che affascina e persuade sempre più giovani artisti (e non) a spostarsi lì e a cercare fortuna, tu che ci vivi da anni cosa ne dici?

È una città grande, tantissima gente continua a trasferirsi perché è ancora economica, credo sia attualmente la capitale europea, ma forse addirittura nel mondo, in cui il costo della vita è più basso. Esistono un sacco di spazi per l’arte e la musica, gli affitti stanno salendo ovviamente ma la cosa bella, che è anche allo stesso tempo una cosa brutta, è che tutto ora è concentrato lì; perché è facile vivere e soprattutto pensare si mantenersi con i tour, le performance d’arte ecc. Cosa che ad esempio è del tutto impensabile a New York che è al contrario davvero troppo costosa. A me di Berlino ora piace in particolare tutta la scena noise che si è formata intorno a Neukölln, un quartiere in piena espansione artistica davvero vivace, di certo molto più interessante oltre che economico di Kreuzberg.

Hai mai suonato in una band?

Si facevo parte di una band; ero il cantante. Risale più o meno a 6 anni fa; ero a Colonia e il gruppo si chiamava Krank (significa malato) siamo andati avanti piuttosto a lungo non era male, poi però io mi sono trasferito a Berlino in un gruppo che si chiamava Blinker dove suonavo chitarra e le tastiere.

Da cosa cominci a comporre i tuoi pezzi? Parti da una linea vocale, da un rumore, dalla chitarra?

E’ sempre diverso, anche le cose che escono nel live sono molto diverse dall’album, anche perché non ci trovo nessun senso nel riportare esattamente quello che registro in studio in uno show mi risulterebbe anche troppo complicato. Comunque a volte è una linea melodica altre un suono, a volte altro; i pezzi cambiano radicalmente durante tutto il periodo di lavoro.

Ti va di raccontarmi un po’ dell’Autopilot music publishing?

È un’agenzia di pubblicità che ho creato io, mi sono occupato di artisti anche importanti come Vert, F.S. Blumm… Ad esser sincero attualmente è più che altro il lavoro che mi permette di guadagnare qualche soldo, anche perché suonare dal punto di vista economico è qualcosa più vicino ad un hobby. Poi fare il produttore musicale non mi dispiace, lo sono ormai da 10 anni.

Ti sei divertito a lavorare all’ultimo album di Vert?

Con Vert, oh beh si è stato divertente ma mi sono occupato in verità solo delle percussioni, di cantare qualche volta o muovere qualche sonaglio niente di più per ora .

So che ami suonare diversi strumenti, i suoni che usi per la tua musica sono quindi tutte registrazioni tue?

Si in parte li so suonare ma non tutti, ad esempio per il violino ho chiesto ad una cara amica che nell’album Gogol ha anche cantato e in un modo che io non avrei mai potuto né fare né immaginare. Lei è formidabile sia con la voce che con percussioni in generale.

L’ultimo album che hai ascoltato prima di venire qui?

Era ieri sera, ascoltavo Black to comm, il progetto drone noise di Daniel Richter un artista d’arte contemporanea molto interessante di Amburgo.




NIOBE

Che impressione hai avuto di questa prima serata del festival?

Ah, fantastico ottimo pubblico tutti molto attenti; da non crederci …

I tuoi show sono carismatici, in particolare la tua immagine sul palco sembra riproporre quella delle dive del passato. C’è una figura femminile nel cinema o nella musica che ti affascina o in cui ti rivedi?

Questo è una sorta di inconveniente che si presenta spesso. Adoro le gonne ed in generale gli abiti tradizionali, ma quando sono sul palco sono più che altro concentrata sulla mia voce. Il mio artista preferito in verità è William Kentridge , un uomo quindi, credo sia uno degli artisti più grandi del mondo, è lui la mia fonte di ispirazione. Ha lavorato per la biennale dove è considerato una superstar, è molto apprezzato per i suoi video e i suoi disegni. Penso spesso ai soggetti dei suoi film e talvolta cerco di comporre con la mia musica una sorta di colonna sonora a quelle immagini.

Blackbird’s Echo esalta il lato più soul della tua voce. Si tratta di una sorta di rottura con il sound glitch electro che ha fin qui caratterizzato tutti gli altri tuoi dischi. A cosa è dovuta la scelta di virare verso un suono molto più fisico e terrestre?

E’ stata un’idea della mia etichetta, sono venuti a sapere che New York la mia musica è molto apprezzata ed in particolare ad alcuni musicisti avrebbe fatto piacere lavorare con me. Quindi la Tomlab un giorno mi ha detto: ”ti abbiamo preso un volo per New York e andrai lì 5 settimane a lavorare in uno studio e loro suoneranno i tuoi pezzi”. Si tratta di musicisti eccezionali tra cui John Zorn e molti altri che lavorano spesso con lui. L’idea era appunto quella di completare l’album in modo che alcuni brani contenessero delle parti orchestrali o comunque di jam così li abbiamo riarrangiati. E’stata un’esperienza nuova lavorare in un’orchestra.

Di che cosa parlano le tue canzoni? C’è un tema ricorrente ?

I mondi paralleli. Le descrizioni di mondi di amore molto romantici e strani, sono tutti nella mia testa voglio precisare, non credo negli alieni o negli ufo, ma mi piacciono queste realtà parallele e il tentativo di entrare nel cuore delle persone e tirare fuori il lato sognatore ed emotivo.

Questa prima serata del festival ha visto la Germania protagonista, tu e Guido Möebius vi eravate mai incontrati prima?

Si ci conoscevamo già, ci siamo incontrati spesso a Berlino, lo apprezzo molto come artista.

Colonia la tua città e la Germania Ovest in generale ha dato i natali a band del calibro di Can, Kraftwerk, ti sei mai sentita affascinata da questa scena, magari anche prima di iniziare con la musica.

Colonia ha avuto un’influenza decisiva su di me. Io sono cresciuta a Francoforte a 200 km da Colonia, lì sei nel vivo dell’atmosfera atmosfera creativa e della scena culturale, anche a Dusseldorf soprattutto per la scena noise: i Neu, Stockhousen. Questa gente viene tutta da qui per cui un sacco di ottima musica e stimoli importanti.

Come è nata la collaborazione con Mouse on Mars ?

Eravamo amici, ma ci conoscevamo musicalmente non personalmente. Poi a loro è piaciuto molto un mio disco e mi hanno chiamata dicendomi che avevano assolutamente bisogno di me e così ne è uscito Radical Connector (2004 ndr). Tutto ciò mi ha certamente molto lusingato ed è stato motivo di crescita.

Abbiamo già detto che il tuo album è stato registrato a NY, da lì oggi escono nomi molto interessanti : Animal Collective, Black Dice, Dirty Projectors. Ti piacciono questi gruppi? E credi che il tuo album abbia assorbito qualcosa del “sound” attuale di NY?

Wow, stiamo parlando di band che io adoro. In particolare i Dirty Projectors li ho anche incontrati, sono inoltre una grande fan degli Animal Collective e attualmente ascolto spesso gli Hecuba sempre un duo newyorkese, ma non posso dire che il loro sound mi appartenga artisticamente, no non credo. Come dicevo l’artista che più mi rappresenta in questo momento è William Caridge.

Chi è la seconda voce in “Time is kindling?

Oh è David Grubbs, lui è davvero una star ed è simpaticissimo. Gli ho proposto di cantare insieme una canzone volevo che il tema fosse la telepatia e lui mi ha detto subito di si, dovevo dargli solo il tempo di scrivere il testo. Così ha scritto le parole e mi ha quasi sconvolto quanto si adattasse perfettamente alla musica che avevo composto io. Si è trattato di vera e propria telepatia.

Cosa stai ascoltando ultimamente?

Yma Sumac. Poi ho ascoltato per la prima volta nella mia vita West Side Story su disco, non il film. Se vedi il film West Side Story ti viene da storcere il naso, tutta questa gente che balla e canta... non l’ho mai sopportato, il film. Poi ho sentito West Side Story by Leonard Bernstein; oh mio dio è pura ispirazione e assolutamente moderno, questo disco di Leonard Bernstein è semplicemente incredibile.

Interviste a cura di: Daniela Cia