venerdì 25 febbraio 2011

The Best Off/We Need the Bass Drum Ve.25.02.11 Venezia

CIRCUITO OFF presenta:

The Best OFF + I 100 Autori a Venezia + We Need the Bass Drum






25 Febbraio

Dalle 19 proiezioni dei migliori corti
di Circuito Off con Aperitivo Buffet

Dalle 22 in poi Dj Set con

• Pulse
http://pulsedata.blogspot.com/
• Blondie Equal Stupid
www.myspace.com/blondieequaltecno


Il meglio dei primi undici anni di Circuito Off dal pomeriggio fino a notte inoltrata: incontri con gli autori, proiezioni, cibo, musica e nuove idee…


Circuito Off è uno dei principali festival del cortometraggio d’Europa. L’evento si tiene ormai da 11 anni in contemporanea alla Mostra del Cinema di Venezia proponendosi come vetrina per i nuovi talenti emergenti e per esplorare il meglio delle produzioni indipendenti e dei registi che si sono cimentati nella forma breve.
In questi anni sono passati per Circuito Off: David Cronenberg (proiezione in prima assoluta europea), Mathieu Kassovitz, Norman McLaren, Emir Kusturica, Spike Lee, Aki Kaurismaki, Roman Polanski, Gaspar Noé, Mike Mills, Jonathan Glazer, Spike Jones, Stéphane Sednaoui, Anton Corbjin, Natalie Portman, Anna Mouglalis, Giuseppe Piccioni, Luigi Lo Cascio, Tinto Brass… e molti altri ancora…

Il pomeriggio del 25 febbraio ospiterà inoltre la prima riunione ufficiale nel Veneto del Movimento dei 100 Autori.
I 100 Autori sono un’associazione nuova per numero di iscritti, varietà delle loro appartenenze professionali, prestigio culturale, contemporanea presenza di tutte le generazioni, distribuzione territoriale (con punti di riferimento ‘vivi’ in molte città italiane).
Un’ associazione che intende difendere le libertà artistiche, morali e professionali della creazione, ma soprattutto la libertà dello spettatore di poter scegliere di più. Ricordiamo a questo proposito le recenti iniziative che stanno scuotendo le istituzioni italiane per rinnovarle e far ripartire il sistema cinema in Italia. L’occupazione del red carpet al Festival del cinema di Roma e le iniziative al Film Festival di Torino a difesa delle professionalità della cultura e del cinema sono alcuni momenti che hanno caratterizzato l’azione dei 100autori facendoli conoscere a un ampio pubblico italiano e internazionale.

Interverranno all’incontro il coordinatore nazionale Andrea Purgatori, il coordinatore dei gruppi territoriali Mario Balsamo e il coordinatore del Veneto Daniele Frison, con il contributo del regista Mario Brenta. Saranno inoltre presenti il produttore Francesco Bonsembiante e il regista Alessandro Rossetto.

Circuito Off, che da anni promuove e da spazio ai giovani autori italiani, è molto lieto di ospitare e sostenere l’associazione collaborando all’organizzazione di questo incontro: un’occasione importante per associarsi all’unico movimento che lotta per difendere e promuovere il cinema italiano.

Programma

Ore 17.00
Incontro con l’Associazione 100 Autori e proiezione della “Lettera agli Spettatori”

Ore 19.00
Inizio proiezioni dei migliori corti di Circuito Off – Aperitivo e buffet

Ore 22.00
We Need the Bass Drum
Dalle 22 in poi Dj Set con

• Pulse
http://pulsedata.blogspot.com/
• Blondie Equal Stupid
http://www.myspace.com/blondieequaltecno

Ca' Zanardi
(Ex Studio Camuffo)
Vicino a Santi Apostoli,
Fermata Ca' d'Oro

sabato 19 febbraio 2011

pulse#155: KKNULL & Terminal HZ (J-AUS) + Id (A) @ AntennaLab 19/02/11

A.S.U. in collaborazione con ANTENNALAB
PRESENTA:


pulse#155

terminal HZ
[cosmic impro/noise maximal/minimalism]
http://kknull.com
http://zenigeva.jpn.org
http://www.myspace.com/00kknull

http://www.myspace.com/seanbaxterimprov
http://www.myspace.com/candlesnuffermusic



+ ID (A)
ID

[2 step / Afro beat / Black Metal]
http://www.myspace.com/idklang
http://www.myspace.com/jakuzisattempt



SABATO 19.02.2011
h. 21.45
@ ANTENNALAB
via Carlo Goldoni, 18 - 35131 Padova


Novità last minute, per chi pensava (chi vi scrive per primo) che il prossimo Pulse sarebbe stato sommessamente bisbigliato, INVECE NO!

Per l'occasione saremo ospiti nella sede di AntennaLab, che ringraziamo, realtà di recente istituzione a Padova che offre formazione altamente qualificata sulle più diffuse tecniche di produzione e live performing audio-visivo.
Per un'utile googlemappa, cliccate qui, la zona è quella dietro la fiera di Padova.

In particolare nella stessa giornata la sede sarà utilizzata per un workshop targato NuFest, con dimostrazione conclusiva prevista verso le 19,30/20, quindi potete fare la combo: dimostrazione Cracklebox autocostruiti e Pulse
#155, lasciandoci un'oretta in mezzo (verosimilmente dalle 21 alle 22) per sistemare KKNull e amici, nonché fargli fare un soundcheck adeguato.

E' dunque con timorata e reverenziale felicità che vi presentiamo uno dei sacerdoti indiscussi della scena japa-noise mondiale, in formazione assolutamente all stars:
KKNull è famoso per la sua attività con Zeni Geva, la band da lui capeggiata che si è guadagnata reputazione mondiale nel corso della sua più che ventennale carriera, con l'attiva ammirazione di Steve Albini che dei loro 12 album ne ha registrati 5, alcuni dei quali per l'etichetta di Jello Biafra, Alternative Tentacles.

Diversi e notevoli i nomi con cui ha collaborato, sia in veste che di musicista che di produttore: MERZBOW, Tatsuya Yoshida, batterista dei RUINS, SEIJIRO MURAYAMA, (batterista di Keiji Haino e protagonista di un workshop e concerto qui a padova, pulse#25),
, KEIJI HAINO medesimo, EYE YAMATSUKA (BOREDOMS), Z'EV, SEIICHI YAMAMOTO, JON ROSE, ALEXEI BORISOV, MATMOS, FRED FRITH, MELT-BANANA (produtti sulla propria etichetta NUX ORGANIZATION)

Dopo aver suonato la chitarra come strumento principale per una ventina di anni, KK Null si è gradualmente spostato verso un approccio più elettronico.
Negli ultimi anni ha concentrato le sue energia sui suoi progetti solista e con diversi soggetti nell'ambito dell'improvvisazione, esplorando i territori estremi dell'elettronica, creando potenti deflagrazioni di rumore, ed un'articolata ambient elettro-acustica, drones isolazionisti che definisce per comodità "cosmic noise maximal/minimalism".

In questo progetto è accompagnato da due campioni dell'improvvisazione quale Sean Baxter alla batteria e percussioni e David Brown alla chitarra (gli stessi di Pateras/Baxter/Brown).

Terminal HZ (feat. KKNull, S. Baxter, D. Brown)
Ovvero il ritorno di una collaborazione a distanza che attraversa ormai due decenni.
La prima esibizione pubblica risale alla metà degli anni novanta, e da allora il trio è riuscito a ricompattarsi soltanto in occasione di rarissimi e sporadici concerti in Australia.
Composto da tre eminenze grigie nei campi dell'improvvisazione libera, dalla moderna musica concreta fino al noise più brutale ed astratto, TERMINAL HZ è un gruppo che produce un'esperienza visceralmente incompromissoria, capace di portare le teorie musicali odierne al prossimo livello.

David Brown: chitarra
http://www.myspace.com/candlesnuffermusic

Sean Baxter : batteria e percussioni
http://www.myspace.com/seanbaxterimprov

KK Null: elettronica e voce
http://www.myspace.com/00kknull




+ ID
http://www.myspace.com/idklang

ID è il progetto solista di Markus Steinkellner, chitarrista e cantante degli austriaci Jakuzi's Attempt.
Dal vivo Steinkellner utilizza chitarra, voce e laptop per creare musica in perenne equilibrio precario tra riff spezzati e beats, oscure pop songs e intensi paesaggi sonori.









TERMINAL HZ / Behind the Signal 01 by KK NULL / NUX ORG







succinta biografia di KKNull:

Biography

KK NULL (real name : KAZUYUKI KISHINO) was born in Tokyo, Japan. Composer, guitarist, singer, mastermind of ZENI GEVA and electronic wizard. One of the top names in Japanese noise music and in a larger context, one of the great cult artists in experimental music since the early 80's.

In 1981 KK NULL studied at Butoh dancer, Min Tanaka's "Mai-Juku" workshop and started his career by performing guitar improvisations in the clubs in Tokyo. He continued by collaborating with MERZBOW for two years, and joining the band YBO2 (with Masashi Kitamura, the chief editer of "Fool's Mate" magazine and Tatsuya Yoshida, the drummer of RUINS) and starting the improvised noise/rock trio ABSOLUT NULL PUNKT (with Seijiro Murayama, the original drummer of Keiji Haino's FUSHITSUSHA), and also GEVA2 (GEVA GEVA) with Tatsuya Yoshida (RUINS) and Eye Yamatsuka (BOREDOMS).

In 1985 he established his own label NUX ORGANIZATION to produce & release his own works and subsequently the bands such as MELT-BANANA and SPACE STREAKINGS. He also produced the series of "Dead Tech" (compilation albums by Japanese bands) which heralded Japanese alternative music boom internationally from the early 90's to date.

In the early 90's he gained world-wide recognition as the mastermind, guitarist and singer of the progressive hardcore trio ZENI GEVA with their extremely heavy sound, releasing five albums produced by STEVE ALBINI (two on Jello Biafra's Alternative Tentacles label) and a few more on other labels such as NEUROSIS's Neurot Recordings. Also ZENI GEVA recorded twice for JOHN PEEL SESSION on BBC, and immensely toured throughout Europe, USA, Australia, New Zealand and Japan, playing hundreds of concerts.

All the while, KK NULL has worked on his solo career and collaborated with other musical innovators such as Z'EV, CHRIS WATSON, DANIEL MENCHE, KEIJI HAINO, SEIICHI YAMAMOTO, JON ROSE, BILL HORIST, PHILIP SAMARTZIS, ALEXEI BORISOV, MATMOS, FRED FRITH to name a few, and has been invited to perform at international festivals such as "Sonar" in Barcelona (Spain), "Beyond Innocence" in Kobe/Osaka (Japan), "Exiles" in Berlin (Germany), "International Sound Art Festival" in Mexico City (Mexico), "Sergey Kuryokhin International Festival (SKIF-6 & 8)" in St.Petersburg & Moscow (Russia), "X-peripheria" in Budapest (Hungary), "Totally Huge New Music Festival" in Perth (Australia), "Avanto Helsinki Media Art Festival" in Helsinki (Finland), "All Tomorrow's Parties UK", "International Festival Musique Actuelle" in Victoriaville (Canada), "Electron" in Geneve (Switzerland), "Presences Electronique" in Paris (France) and more.

After playing the guitar as his main instrument for some twenty years, KK NULL has gradually moved towards a more electronic approach. In recent years he has concentrated his efforts on his solo & collaborative recordings, exploring the outer territories of electronica, creating intense clashing wave of noise, structured electro-acoustic ambience, broken down rhythmics, scattered pitch sculptures, droning isolationist material which could be described "cosmic noise maximal/minimalism".

At present KK NULL has more than 100 titles of recordings released (inc. solo, bands, collaborations, compilations).

giovedì 27 gennaio 2011

Pulse#153/154 28/1 HouseShow : I + Above the Tree + Kert is Lost **** 29/1@ La Mela Di Newton: Trees of Mint + Above the Tree

A.S.U. in collaborazione con la Mela di Newton e ViaTartini4 presenta:

Pulse#153

I (Marco Bernacchia+Manuel Scano)




[concreto/disastro/chi-lo-sa
]
http://www.myspace.com/gliiii



+
Above the Tree (Boring Machines, AN)
above the tree
[psychfolk disturbato y mistico]
http://www.myspace.com/bluerevenge1

+
Kert is Lost (s.p.t.n.u.r, PD) kert is lost [Pop coreano] http://www.myspace.com/kertislost

Venerdì 28 Gennaio, h. 21,30 @ Via Tartini 4, Padova









Pulse#154
Above the Tree (Boring Machines, AN)
above the tree
[psychfolk mistico y disturbato
]
http://www.myspace.com/bluerevenge1

+ Trees of Mint
(Here I Stay, CA)

trees of mint
[folk/rock/isolano]
http://www.myspace.com/treesofmint

Sabato 29 Gennaio, h. 20.45 @ La Mela di Newton
Via della Paglia, 2 - Padova



Non penso nessuno si sorprenda più se vi riproponiamo non dico appena possiamo, ma con cadenza annuale certo sì, uno dei più significativi e apprezzati soggetti del panorama musicale underground italiano, il marchigiano Marco Bernacchia, in arte Above the Tree, ma non solo. Per questa occasione datata 2011, poi, le avversità dei tour autorganizzati -vedasi alla voce day off - le vogliamo trasformare in opportunità, e quindi: vai di doppietta! La prima sera, stasera venerdì 28, nel salotto di via Tartini 4 vi apparecchiamo una rivisitazione di quello che è stato il primo incontro tra Pulse e Above the Tree: al tempo il progetto di Marco era accompagnato dall'intensa attività di disturbo sonico/performativa di Manuel Scano. Mentre di Marco abbiam già detto tanto in passato, e comunque in fondo trovate un paio di stralci di recensione, il percorso di Manuel, seppur allontanatosi diciamo geograficamente da quello di Marco (i due studiavano insieme ad Urbino fino al 2008, poi Manuel si trasferisce a Milano, all'accademia Brera), non si discosta mai dall'interesse ossessivo per la musica, e se da un lato intensifica e porta a regime la produzione di opere in ambito visivo e delle installazioni, dall'altro continua a sfornare "brani" fino a formalizzare (si fa per dire) e sintetizzare entrambi gli aspetti nella sua squinternata e visionaria proposta performativa "Kert is Lost", sinistra creatura in cui a una caotica scenografia si sovrappone una base musicale ripetitiva, che convive con una struttura in trasformazione, una costruzione improvvisata.
La melodia viene spesso e volentieri stravolta da sequenze di strumenti propri ed impropri: pedali per chitarra, tastiere giocattolo con circuiti alterati, megafoni cinesi, campanellini, loopstation, delay, brandelli.
Il risultato è una composizione di scarti e suoni che si relazionano con lo spettatore in modo forzato, compulsivo, fisico. Ebbene, dicevamo, la prima sera si propone di far reincontrare questi due soggetti a potenziale altamente pericoloso in un ambiente informale e in cui possano liberamente dare sfogo alle proprie e numerose degenerazioni musicali, entro -ehm- ragionevoli volumi e con (suppongo, eh... non è mai detto!) la seguente scaletta: - h. 21.30 breve performance conturbante di Manuel Scano/Kert is Lost - conta sopravvissuti - h.22.15 breve set discretamente rumoroso Marco Bernacchia/Above the Tree - dibattito - h.23.00 performance convergente di Marco Bernacchia + Manuel Scano: gli "I" (i diretti interessati a esplicita richiesta di chiarimenti in merito al progetto "I" con circospezione rilasciano la seguente dichiarazione: "potremmo dire che siamo vicini alla performance anni '60 ma non lontani da quella anni '90 una performance d'improvvisazione, tra rumore, gesto e installazione, dove il pubblico non ha possibilità di decidere da che parte stare". Auguri!) - sopravvissuti a casa (loro), segue confronto tra gli addetti ai lavori su ripristino del salotto alla normalità

Per quanto riguarda invece la serata di sabato 29 gennaio, domani, domiciliata alla Mela di Newton, Marco Bernacchia/Above the Tree presenta la versione estesa e composta del suo set, questa volta introdotta dall'interessante live di Francesco Serra, in arte Trees of Mint, di cui trovate sotto qualche info, dopo due stralci di recensione Above the Tree "..Marco Bernacchia/Above the Tree dimostra pienamente tutta la sua portata magica. Nenie psichedeliche, stornelli, ambientazioni raffinate e botte di rumorismi devastanti: vedere una esibizione di questo ragazzo apre, in ...un certo senso, porte nuove alla tua concezione sulla musica attuale nel nostro paese.." Alex Urso- www.rockit.it "..si infila una maschera di cartone e si trasforma fino al punto di salire sopra l'albero. Da lì ha una visuale più ampia. Chi lo cerca alla voce one man band, o busker, ha un'ottica distorta. Acqua. Quelli che si rifanno a Myspace potranno aspettarsi un bluesman minimalista e acustico. Fuocherello. Chi invece sa scorgere fino alla cima dei rami, in quella foresta ideale in cui le 12 misure si trasformano fino a farsi percepire doppie e triple, vedrà la sciamanica natura reale di quel sound. Fuoco. Ardore glo-fi.." Stefano Cuzzocrea-Rolling Stone Trees of Mint TREES OF MINT è un progetto solista che nasce nel 1999. Dopo quattro anni di attività come cantante e chitarrista in una noise band cagliaritana (Virus in Pachyderm), Francesco Serra decide di abbassare i volumi ed avvicinarsi ad un'altra dimensione musicale basata principalmente su chitarra e voce. Nel Luglio e nel Dicembre del 2000 registra, nella sua stanza, il suo primo album intitolato "Trees of Mint". Nel Dicembre del 2002 incomincia, con la collaborazione di Dainocova alla batteria, una nuova sessione di registrazione casalinga che termina, a causa di alcuni imprevisti, nel Settembre 2003. Il nuovo lavoro si intitola "Songs from Drawers". Nel 2004 Francesco Serra realizza il suo primo video clip, interamente girato in super8, per la canzone "heroes feel alone", contenuta nel primo album. Nel 2005 comincia a portare il progetto dal vivo: cominciano a prendere forma nuovi pezzi.. Nell' Aprile del 2006 nasce una felice collaborazione con Andrea Siddu (Plasma Expander, Dainocova, The Flying Sebadas) alla batteria. La formula del duo (chitarra-voce/batteria) si rivela particolarmente efficace già dalle prime esibizioni live tant'è che nell'Aprile 2007 Trees of Mint è al "NHQ" recording studio di Ferrara come duo. Il nuovo disco, "Micro Meadow", è uscito nel Gennaio del 2008 per "Here I Stay" records. ci vediamo stasera e pure domani sera!



martedì 14 dicembre 2010

Pulse#152 - Stanley Brinks (FRA) feat. Clemence Freschard (FRA) Martedì 14.12.2010 (Stasera!)

A.S.U. in collaborazione con la Mela di Newton presenta:

Pulse#152

Stanley Brinks (b.y_records, FRA)
a.k.a. Andrè Herman Düne
Andrè

+ Clémence Freschard (Radbab, FRA)
clemence freschard

[Anti Folk
/ Ultra Freak Lo-Fi /Cantautoriale /Beautiful Losers]
http://www.myspace.com/therealstanleybrinks
http://www.myspace.com/freschard


Martedì 14 Dicembre, h. 21.00 @ La Mela di Newton
Via della Paglia, 2 - Padova



Chiudiamo dunque l'anno così: con un graditissimo ritorno di due amici già ospiti Pulse nel lontano 2007, alla ex Chiesetta delle Zitelle.
Lui lo ricordiamo scazzato in maniera semplicemente sublime e geniale, quanto si confà a chi molla d'un tratto ambizioni da jetset e rapide prospettive di monetizzazione del proprio talento per poter lasciar libero sfogo all'ispirato strabordare compositivo;
lei invece dolcissima e artisticamente tutt'altro che al traino.
Difficilissimi da dimenticare, ve ne accorgerete!

Dal 1999 gli europei Herman Düne, composti inizialmente da Andrè, David-Ivar e Neman, hanno sfoderato album grandiosi quali "Turn off the light", "They go to the woods", "Giant" e l'eccezionale "Switzerland Heritage" con i quali si sono imposti anche negli States come tra i più rappresentativi artisti della scena anti-folk. Punti di riferimento del loro sound sono Silver Jews, Sebadoh, Pavement, Will Oldham, Cat Power, Smog, Magnolia Electric Co., Moldy Peaches, per arrivare poi a Neil Young e Bob Dylan. I loro show sono sempre una esperienza ogni volta eccitante e ogni volta differente per la loro capacità di improvvisare sul palco sempre nuovi pezzi e cover delle più improbabili. Con "Mas Cambios" la band ha virato verso lidi più pop pur non perdendo la loro vena indie e l'incredibile capacità di disegnare semplici ma splendide melodie.
Dall'inizio del 2007 però Andrè, di certo l'anima più sperimentale del gruppo, ha deciso di recuperare le atmosfere più lo-fi e crude degli esordi dando vita al progetto solista Stanley Brinks. Già dal 2003 vive a Berlino dove si è creato un pubblico fedele grazie ai suoi memorabili set solisti. Sotto una infinita quantità di moniker ha registrato più di 50 cd, perlopiù per la sua etichetta RADBAB REC. A dicembre sarà nuovamente in Italia, accompagnato come sempre dalla compagna cantautrice francese Clemence Freschard.

Rec.: Stanley Brinks - "dank u" Abbandonato il gruppo Herman Düne e lasciati da parte i progetti solisti Ben Dope, Ben Hashish, Klaus Bong (ricordo di aver intervistato André via e-mail un paio di anni fa, terminò l'intervista con un elenco dei dischi pubblicati da solista che occupava una pagina intera), Andrè Herman Düne si presenta ora con un nuovo moniker - Stanley Brinks - e con un nuovo album "Dank U", pubblicato dalla Ciao Ketchup. L'ascolto di "Dank U" è un'esperienza in tutto e per tutto simile a quella vissuta ascoltando uno qualsiasi degli album pubblicati dagli Herman Düne: verrete travolti, dunque, da lunghi testi ironici (che ne dite di un improbabile ritornello in inglese/italiano "all my roads don't lead to Rome, there is no place I wanna call home, mi sono bagnato fino al culo", tratto dal brano "Songs Of Hassan"?) e autobiografici ("Stanley Brinks" narra la storia della vita di André), da melodie semplici ed elementari nella loro genialità e da una musica folk a bassa fedeltà e davvero coinvolgente. Una nota di colore è rappresentata dalla partecipazione dei Wave Pictures nel brano "My Experience With Truth". "Dank U" è un album che ascolterò a ripetizione e André Herman Düne si conferma il mio eroe anti folk preferito.













venerdì 10 dicembre 2010

pulse#151: ALEXIS GIDEON (USA) + SHELLEY SHORT (USA) Houseshow VENERDI 10.12.2010


House show in via Tartini4
VENERDI 10.12.2010 h. 21


ALEXIS GIDEON

(USA - Sick Room/African Tape)

















-loops beats warm guitar and dreamy folk carnival-


Talentuoso cartoonist ed eccentrico creativo, dopo un primo successo dovuto alla creazione del Duo Princess con Michael O’Neill, approda a Portland dove sviluppa le sue poliedriche prerogative di artista totale. Video artista innamorato del fumetto, ha iniziato a creare universi abitati da creature oniriche in luoghi irreali anche quando si mostrano all’apparenza concreti come alcuni squarci del lontano oriente.
La sua musica pone dei seri problemi di interpretazione in termini di genere, potremmo sicuramente parlare di Hip-hop stralunato, di nonsense rap, di guitar pop, di calembour onirico, ma di certo vi è solo che Alexis non è tipo da catalogarsi facilmente, con le sue beat machines, i suoi synth, le bass line, la chitarra, ma soprattutto lui le sue influenze ( Brian Eno, Stevie Wonder, John Zorn and Outkast) e la sua voce, qualcosa che sembra ricordare un incrocio tra Timbaland e Snoop Dog sotto gli effetti di dosi massiccie di elio (He) e ossigeno puro.
Il tutto viene, come prevedibile, accompagnato dalle sue creazioni video, suggestive e sbalestrate quanto i suoi brani, per i quali sono d'altra parte state appositamente realizzate, secondo l'idea di:
“explore hip-hop as a narrative form for creating a story that oscillates between an abstract, free-flowing childlike fairytale and a more traditional straight forward one.”


http://www.myspace.com/alexisgideon
http://www.alexisgideon.com/


+


SHELLEY SHORT

(USA - Hush)

















su "A cave, a canoo":
La sua è arte allo stato puro. I suoi soggetti sono disegnati usando colori pastello, impreziositi con sfumature sottili, quasi invisibili se osservate da lontano.
C’è voluto più di un anno per realizzare quest’album, per via delle molte collaborazioni nelle quali è stata impegnata la songwriter. Ma il tempo ha giocato a suo favore, dal momento che i brani risentono favorevolmente di una trasparente sensazione di calma, di comodità compositiva.
Dieci canzoni ovattate, personali, che in poco più di mezz’ora si fanno apprezzare per via dei mille suoni che s’intrecciano dietro la preziosa voce della Short, la quale, forte di un timbro soave, rilassato e dallo spicatto senso melodico, centra in pieno l’obiettivo di farci intravedere posti lontani e incontaminati.

http://www.shelleyshortmusic.com/
http://www.myspace.com/shelleyshort

Alexis Gideon Video Musics II: Sun Wu-Kong Official Trailer from alexis gideon on Vimeo.



Clement Mason - Alexis Gideon from alexis gideon on Vimeo.








venerdì, 10.12.2010 ore 21
houseshow
Padova
bnlze@yahoo.it

martedì 7 dicembre 2010

Pulse#150: DISKJOKKE (NOR, Smalltown Supersound) + KELPE (UK, D.C. recordings) Ma 7/12/2010 h.20.30 @ Bastione Alicorno, PD

A.S.U. in collaborazione con il Consiglio di Quartiere n.4 e con il contributo di UNIPD presenta:
Pulse#150



Martedì VII.XII.MMX, h. XX.XXX
@ Bastione Alicorno
P.le Santa Croce, PD


DISKJOKKE (NOR, Smalltown Supersound)

[ Electronica / Psych-Kraut / Kosmische Disco / Tropicalia ]
http://www.diskjokke.com/ http://www.myspace.com/diskjokke http://www.smalltownsupersoundcom/
+

KELPE (UK, D.C. Recordings) kelpe [ IDM / Dirty Hip Hop / Bleeps and Beats / Disturbed Funk]
http://www.kelpe.co.uk/ http://www.myspace.com/kelpemusic


Premettendo le più sincere scuse a quel gentiluomo di Eric Chenaux per il declassamento cardinale operato sulla sua serata a 149bis, eccoci alfine giunti all'appuntamento con i numeri più o meno tondi, e come nelle due precedenti occasioni (Pulse50 = The Ex + Mohammed Jimmy Mohammed anno 2006, nel 2008 il Pulse100=houseshow a due piani con -tanti- amici) l'idea rimane quella di proporvi qualcosa di assolutamente fresco sia nei contenuti che nelle soluzioni.
Questa volta abbiamo impacchettato una serata prefestiva coi fiocchi, radar impostato a scandagliare le profondità dell'elettronica nord europea con i live di due artisti in classe top, in un contesto assolutamente deluxe, quello del Bastione Alicorno (riscaldato), il tutto coronato dal costo risibile dell'ingresso.

Sui musicisti reclutati appositamente per la celebrazione c'è da dire che ci eran sfuggiti in due recenti occasioni (Kelpe era stato contattato per il SSF10, ma la contiguità con una data ad un festival in Tunisia aveva all'epoca complicato il tutto, Diskjokke per Circuito Off, ma suonava a Mosca quindi niet!), e l'operazione pulse150 viene anche a risolvere questa esigenza non ancora soddisfatta.

Impreziosiscono la serata la selezione di Monti e Blondie Equal Stupid oltre al progetto (RISO)grafico cartaceo dei Tankboys

Riguardo Diskjokke, nome d'arte per il norvegese Joachim Dyrdahl, non starò qui a tediarvi con le inevitabili etichettature accettate di Nu-Disco, Space Disco, o Italo Disco, vi dirò solo che il nostro campione stupisce sia nel ruolo di remixer che in quello di compositore.
Nella prima categoria vanno citati una serie di personaggi che hanno ben pensato di ricorrere a lui per rimaneggiare e far risplendere i loro singoli, partendo dal suo amico e compagno di etichetta Lindstrøm, passando per i Bloc Party, per arrivare alla delicata Charlotte Gainsbourg, i Foals e molti altri, ma il meglio ha ancora da venire, in quanto si vocifera in rete (quella che parla solo norvegese) che sia proprio Diskjokke colui che si prenderà in carico il remix del primo singolo tratto dal nuovo album elettronico di David Lynch (sì, il regista... esce a gennaio il suo disco elettrico su Sunday's Best di Rob da Bank, nel frattempo il singolo è qui).

Sul fronte della composizione Joachim però dà a mio avviso il meglio di se stesso, gli ultimi due album rilasciati dalla ottima Smalltown Supersound (quella di Annie, Lindstrøm, Tussle, Arp e tanti altri), rispettivamente "Staying In" ed "En Fin Tid", sono una sintesi delle capacità ed influenze (Brian Eno, Tangerine Dreams, rock krauto) del musicista, più frammentato ed eterogeneo il primo, del 2007, più compatto nello stile ma rarefatto nell'incedere il secondo, di quest'anno. E rovistando tra i pezzi che li compongono si trova tutto: l'ex studente di matematica nell'esercizio techno brillantemente riuscito di Interpolation, l'ex violinista classico che in Rosenrød gira al volo un oscuro incedere di synth in un momento di estasi solare (sunkissed?), il dancefloor compresso per meglio poter esplodere di Big Flash, la genialità delle staffilate house e del titolo di I Was Go To Marroco And I Don´t See You, la mini odissea racchiusa nei dieci minuti di Nattlestid, la malinconia in salsa tropicale di Some Signs Are Good.

In fondissimo trovate una recensione per ciascun disco ad opera dell'ottimo Andrea Pomini, una tratta da Rumore, l'altra da DJ Mag, via Soulfood. Notare bene: nonostante la non trascurabile ed onomatopeica attività di Diskjokke in qualità di dj, egli è più che lieto di presentare a Padova il suo LIVE set!


Kelpe
invece ci è stato prontamente segnalato dal nostro osservatore di fiducia di stanza a Berlino, dopo averne gustato una coinvolgente performance al Transmediale di quest'anno, in apertura al set di Fourtet (suo fan): è il progetto elettronico di Kel Mckeown, accompagnato dal vivo alla batteria da Chris Walmsley e vengono entrambi dalla Gran Bretagna, Londra per l'esattezza.

La discografia di Kelpe mette in scena una sorta di elettronica cinematica, psichedelica e delicata ma con una vena futurista, bassi funk e chitarre fuori dal tempo perse in lunghi echi. ll duo presenta nel vario materiale live il nuovo 12" "Chocolate Money", due tracce, subito riproposte in remix sul lato B, che mischiano Hip Hop sporco synth distorti e percussioni funkeggianti. Non vediamo l'ora...
Nel frattempo, non trovando ahinoi degne recensioni in italiano, vi lascio in compagnia poco più sotto di un'ottima recensione del precedente "Cambio Wechsel" in english (gli inglesi ne han tante di disgrazie, ma almeno loro c'han la BBC) in cui l'opera del nostro viene accostata alle sonorità di Flying Lotus e Prefuse 73 (a me spesso piace pure di più, ma così si rischia la lapidazione...)

Una raccomandazione sugli orari: data la natura della location e i vincoli di orario, raccomandiamo di non arrivare oltre le 21 per godere appieno della scaletta.

Recensioni:
BBC Review
"A journey to exciting territories beyond the beats-and-pieces norm."
Mike Diver 2009-11-03 Kelpe is the musical alter-ego of British artist Kel McKeown, whose dalliances with sound are producing some wonderfully wobbly, boisterous and bubbly fare - think Hudson Mohawke with the ADHD turned down and a comfy pair of slippers on, lighting a deserved cigar... with a blowtorch... while roasting road kill over an open fire. Cambio Wechsel is his third album for DC Recordings, a label established by DJ and producer Jonathon Saul Kane in the mid-1990s to showcase the diversity that few get to hear within the genres of hip hop and electronica. This album's tracks branch out to tickle the tastiest parts of said pigeonholes, its bleeps and squelches, glitch beats and truculent thuds merged into a tumultuous whole that's, at times, as irresistible as Prefuse 73 or Flying Lotus's most commended collections. The oppressive, insatiable attack of Closed Cup Headroom is an instant standout, its alien clicks - think the prawns of District 9 messing about with vocoders - surrounding the senses and tightening their circle with each passing second, laser blast effects charring the ground just inches from their targets' feet. After Gold is similarly cacophonous, but a lot easier on the nervous system - while these structures display similarities from piece to piece, it's rare that one echoes the previous in an unappealing manner. Like Bibio's occasionally otherworldly album of earlier this year, Ambivalence Avenue, Cambio Wechsel's flirtations with myriad motifs that rarely have a hand to hold elsewhere on the record can lead to the listener becoming rather dizzied by the experience. But when the shiny synth lines and distorted drum and bass fluctuations of Low Frequency Fumble, the treble-centric J Dilla skitter of Eye Candy Bath and the fidgety itchiness of Wind in the Windows are appreciated as individual arrangements, outside of an album context, Kelpe's talents shine 'til they threaten to blind and/or deafen. As an all-in-one listen, there's a lot to take in - perhaps too much. But treat Cambio Wechsel as a mixtape produced by a mind that simply can't sit still and it's a journey to exciting territories beyond the beats-and-pieces norm.


DiskJokke - Staying in (Smalltown Supersound).
La chiamano nu-disco, ed è uno dei suoni più caldi del momento. Tra gli epicentri, la Scandinavia: la Svezia degli Studio, la Norvegia di Lindstrøm, Prins Tomas, Todd Terje ed ora Joachim Dyrdahl, in arte diskJokke. Un esordio col botto il suo. Ricco di cascate di melodia e sorprese continue, carica da dancefloor e anima. Si viaggia su ritmi più dritti e spediti rispetto ai suddetti, trovando una formula magica per combinare disco italo e non, house acid e non, e techno molto detroitiana. Joachim, studente di violino e di matematica, dosa calore e rigore con maestria. Aprendo le danze su toni più giocosi - Folk i farta e Større enn først antatt sono due capolavori - per farsi più serio e meditativo nella seconda metà dell'album, con I Was Go to Marroco and I Don´t See You (non è un errore, si intitola proprio così) come martellante e irresistibile spartiacque. Ma in tutto Staying in si respirano aria fresca ed euforia dal retrogusto dolcemente malinconico, ed è una sensazione impagabile. (da Rumore #197)

DiskJokke -
En fin tid (Smalltown Supersound)
"Musica per la notte che mantiene il calore dei pomeriggi in spiaggia": lo scrisse qualcuno parlando di Staying in, debutto datato 2007 del norvegese Joachim Dyrdahl, ma la definizione suona ancora più azzeccata per questo En Fin Tid. Titolo che dalle parti di Oslo significa qualcosa come "tempi felici", del tutto appropriato per un album che rende più calda e solare la già emozionante fusione messa a punto dal nostro. Ci sono le radici house e techno e dosi massicce di relax balearico, i viaggi della disco cosmica europea e gli spazi del dub, tutto passato in rassegna con una originalità fuori dal comune. Si guarda tanto alla compattezza del groove (Big Flash non dovrebbe avere problemi a fare urlare una pista piena) quanto alle esplorazioni sonore di gente come Arthur Russell e Alan Parsons, o dei gruppi kraut-rock tedeschi degli anni '70 più spinti verso l'elettronica. Con il valore aggiunto di una scaletta perfetta, che fa fluire gli otto brani in un crescendo di emozioni e conferma come, nella già incredibile scena nu-disco scandinava, questo ex studente di matematica sia il vero fuoriclasse.
(DJ Mag n. 2)


lunedì 6 dicembre 2010

Come arrivare al 150!

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Finalmente ci siamo (e non parliamo dell'Immacolata Concezione): domani sera (7 dicembre 2010 per quelli che hanno messo in stand-by i loro calendari in attesa delle vacanze natalizie) dalle ore 20:30 ci trovate al Bastione Alicorno, in piazzale Santa Croce, a Padova. Inutile descriverlo, considerando la smisurata bellezza della location. Forse l'avrete già visto nelle vesti di spazio performativo negli anni scorsi durante il festival estivo Teatri delle Mura (ahinoi, mancato proprio quest'anno). Bastano le foto che trovate spulciando tra i vari motori di ricerca per suggerire alla vostra immaginazione la suggestività delle antiche mura patavine. Arrivare non è per nulla impresa ardua e impossibile: giunti a piazzale Santa Croce, parcheggiate (auto o bici che sia) e a lato della farmacia e del negozio delle macchine da cucire un grosso cancello aperto vi accoglierà in un parco verde; seguendo il sentiero si giunge alla ormai più che nota tana del Bianconiglio (nel nostro caso il Bastione). Non preoccupatevi di acqua o intemperie. La nostra pazzia non ci porta in luoghi aperti a dicembre, ma in uno spazio sotterraneo riscaldato (soprattutto) e coperto (ovviamente). L'azzardo è ben più meritevole di nota, in una città che per Natale proietta dell stelle rotanti (neanche ninja!) sul Palazzo dell'Orologio in Piazza dei Signori: le antiche mura risuonarenno della musica e delle note di due grandi artisti della scena internazionale: dalla Norvegia ci raggiunge Diskjokke, mentre dalla Gran Bretagna ci porta i suoi omaggi Kelpe. In poche parole: mentre all'esterno il freddo avanza e si fa sentire, noi domani ci si scalda muovendoci, eccome!
Una raccomandazione sugli orari: data la natura della location e i vincoli di orario, raccomandiamo di non arrivare oltre le 21 per godere appieno della scaletta. E qui la mappa per raggiungerci. E una foto della location.

E qui, nel caso non ve lo ricordaste, una scaletta della serata (e non solo).