venerdì 10 dicembre 2010

pulse#151: ALEXIS GIDEON (USA) + SHELLEY SHORT (USA) Houseshow VENERDI 10.12.2010


House show in via Tartini4
VENERDI 10.12.2010 h. 21


ALEXIS GIDEON

(USA - Sick Room/African Tape)

















-loops beats warm guitar and dreamy folk carnival-


Talentuoso cartoonist ed eccentrico creativo, dopo un primo successo dovuto alla creazione del Duo Princess con Michael O’Neill, approda a Portland dove sviluppa le sue poliedriche prerogative di artista totale. Video artista innamorato del fumetto, ha iniziato a creare universi abitati da creature oniriche in luoghi irreali anche quando si mostrano all’apparenza concreti come alcuni squarci del lontano oriente.
La sua musica pone dei seri problemi di interpretazione in termini di genere, potremmo sicuramente parlare di Hip-hop stralunato, di nonsense rap, di guitar pop, di calembour onirico, ma di certo vi è solo che Alexis non è tipo da catalogarsi facilmente, con le sue beat machines, i suoi synth, le bass line, la chitarra, ma soprattutto lui le sue influenze ( Brian Eno, Stevie Wonder, John Zorn and Outkast) e la sua voce, qualcosa che sembra ricordare un incrocio tra Timbaland e Snoop Dog sotto gli effetti di dosi massiccie di elio (He) e ossigeno puro.
Il tutto viene, come prevedibile, accompagnato dalle sue creazioni video, suggestive e sbalestrate quanto i suoi brani, per i quali sono d'altra parte state appositamente realizzate, secondo l'idea di:
“explore hip-hop as a narrative form for creating a story that oscillates between an abstract, free-flowing childlike fairytale and a more traditional straight forward one.”


http://www.myspace.com/alexisgideon
http://www.alexisgideon.com/


+


SHELLEY SHORT

(USA - Hush)

















su "A cave, a canoo":
La sua è arte allo stato puro. I suoi soggetti sono disegnati usando colori pastello, impreziositi con sfumature sottili, quasi invisibili se osservate da lontano.
C’è voluto più di un anno per realizzare quest’album, per via delle molte collaborazioni nelle quali è stata impegnata la songwriter. Ma il tempo ha giocato a suo favore, dal momento che i brani risentono favorevolmente di una trasparente sensazione di calma, di comodità compositiva.
Dieci canzoni ovattate, personali, che in poco più di mezz’ora si fanno apprezzare per via dei mille suoni che s’intrecciano dietro la preziosa voce della Short, la quale, forte di un timbro soave, rilassato e dallo spicatto senso melodico, centra in pieno l’obiettivo di farci intravedere posti lontani e incontaminati.

http://www.shelleyshortmusic.com/
http://www.myspace.com/shelleyshort

Alexis Gideon Video Musics II: Sun Wu-Kong Official Trailer from alexis gideon on Vimeo.



Clement Mason - Alexis Gideon from alexis gideon on Vimeo.








venerdì, 10.12.2010 ore 21
houseshow
Padova
bnlze@yahoo.it

martedì 7 dicembre 2010

Pulse#150: DISKJOKKE (NOR, Smalltown Supersound) + KELPE (UK, D.C. recordings) Ma 7/12/2010 h.20.30 @ Bastione Alicorno, PD

A.S.U. in collaborazione con il Consiglio di Quartiere n.4 e con il contributo di UNIPD presenta:
Pulse#150



Martedì VII.XII.MMX, h. XX.XXX
@ Bastione Alicorno
P.le Santa Croce, PD


DISKJOKKE (NOR, Smalltown Supersound)

[ Electronica / Psych-Kraut / Kosmische Disco / Tropicalia ]
http://www.diskjokke.com/ http://www.myspace.com/diskjokke http://www.smalltownsupersoundcom/
+

KELPE (UK, D.C. Recordings) kelpe [ IDM / Dirty Hip Hop / Bleeps and Beats / Disturbed Funk]
http://www.kelpe.co.uk/ http://www.myspace.com/kelpemusic


Premettendo le più sincere scuse a quel gentiluomo di Eric Chenaux per il declassamento cardinale operato sulla sua serata a 149bis, eccoci alfine giunti all'appuntamento con i numeri più o meno tondi, e come nelle due precedenti occasioni (Pulse50 = The Ex + Mohammed Jimmy Mohammed anno 2006, nel 2008 il Pulse100=houseshow a due piani con -tanti- amici) l'idea rimane quella di proporvi qualcosa di assolutamente fresco sia nei contenuti che nelle soluzioni.
Questa volta abbiamo impacchettato una serata prefestiva coi fiocchi, radar impostato a scandagliare le profondità dell'elettronica nord europea con i live di due artisti in classe top, in un contesto assolutamente deluxe, quello del Bastione Alicorno (riscaldato), il tutto coronato dal costo risibile dell'ingresso.

Sui musicisti reclutati appositamente per la celebrazione c'è da dire che ci eran sfuggiti in due recenti occasioni (Kelpe era stato contattato per il SSF10, ma la contiguità con una data ad un festival in Tunisia aveva all'epoca complicato il tutto, Diskjokke per Circuito Off, ma suonava a Mosca quindi niet!), e l'operazione pulse150 viene anche a risolvere questa esigenza non ancora soddisfatta.

Impreziosiscono la serata la selezione di Monti e Blondie Equal Stupid oltre al progetto (RISO)grafico cartaceo dei Tankboys

Riguardo Diskjokke, nome d'arte per il norvegese Joachim Dyrdahl, non starò qui a tediarvi con le inevitabili etichettature accettate di Nu-Disco, Space Disco, o Italo Disco, vi dirò solo che il nostro campione stupisce sia nel ruolo di remixer che in quello di compositore.
Nella prima categoria vanno citati una serie di personaggi che hanno ben pensato di ricorrere a lui per rimaneggiare e far risplendere i loro singoli, partendo dal suo amico e compagno di etichetta Lindstrøm, passando per i Bloc Party, per arrivare alla delicata Charlotte Gainsbourg, i Foals e molti altri, ma il meglio ha ancora da venire, in quanto si vocifera in rete (quella che parla solo norvegese) che sia proprio Diskjokke colui che si prenderà in carico il remix del primo singolo tratto dal nuovo album elettronico di David Lynch (sì, il regista... esce a gennaio il suo disco elettrico su Sunday's Best di Rob da Bank, nel frattempo il singolo è qui).

Sul fronte della composizione Joachim però dà a mio avviso il meglio di se stesso, gli ultimi due album rilasciati dalla ottima Smalltown Supersound (quella di Annie, Lindstrøm, Tussle, Arp e tanti altri), rispettivamente "Staying In" ed "En Fin Tid", sono una sintesi delle capacità ed influenze (Brian Eno, Tangerine Dreams, rock krauto) del musicista, più frammentato ed eterogeneo il primo, del 2007, più compatto nello stile ma rarefatto nell'incedere il secondo, di quest'anno. E rovistando tra i pezzi che li compongono si trova tutto: l'ex studente di matematica nell'esercizio techno brillantemente riuscito di Interpolation, l'ex violinista classico che in Rosenrød gira al volo un oscuro incedere di synth in un momento di estasi solare (sunkissed?), il dancefloor compresso per meglio poter esplodere di Big Flash, la genialità delle staffilate house e del titolo di I Was Go To Marroco And I Don´t See You, la mini odissea racchiusa nei dieci minuti di Nattlestid, la malinconia in salsa tropicale di Some Signs Are Good.

In fondissimo trovate una recensione per ciascun disco ad opera dell'ottimo Andrea Pomini, una tratta da Rumore, l'altra da DJ Mag, via Soulfood. Notare bene: nonostante la non trascurabile ed onomatopeica attività di Diskjokke in qualità di dj, egli è più che lieto di presentare a Padova il suo LIVE set!


Kelpe
invece ci è stato prontamente segnalato dal nostro osservatore di fiducia di stanza a Berlino, dopo averne gustato una coinvolgente performance al Transmediale di quest'anno, in apertura al set di Fourtet (suo fan): è il progetto elettronico di Kel Mckeown, accompagnato dal vivo alla batteria da Chris Walmsley e vengono entrambi dalla Gran Bretagna, Londra per l'esattezza.

La discografia di Kelpe mette in scena una sorta di elettronica cinematica, psichedelica e delicata ma con una vena futurista, bassi funk e chitarre fuori dal tempo perse in lunghi echi. ll duo presenta nel vario materiale live il nuovo 12" "Chocolate Money", due tracce, subito riproposte in remix sul lato B, che mischiano Hip Hop sporco synth distorti e percussioni funkeggianti. Non vediamo l'ora...
Nel frattempo, non trovando ahinoi degne recensioni in italiano, vi lascio in compagnia poco più sotto di un'ottima recensione del precedente "Cambio Wechsel" in english (gli inglesi ne han tante di disgrazie, ma almeno loro c'han la BBC) in cui l'opera del nostro viene accostata alle sonorità di Flying Lotus e Prefuse 73 (a me spesso piace pure di più, ma così si rischia la lapidazione...)

Una raccomandazione sugli orari: data la natura della location e i vincoli di orario, raccomandiamo di non arrivare oltre le 21 per godere appieno della scaletta.

Recensioni:
BBC Review
"A journey to exciting territories beyond the beats-and-pieces norm."
Mike Diver 2009-11-03 Kelpe is the musical alter-ego of British artist Kel McKeown, whose dalliances with sound are producing some wonderfully wobbly, boisterous and bubbly fare - think Hudson Mohawke with the ADHD turned down and a comfy pair of slippers on, lighting a deserved cigar... with a blowtorch... while roasting road kill over an open fire. Cambio Wechsel is his third album for DC Recordings, a label established by DJ and producer Jonathon Saul Kane in the mid-1990s to showcase the diversity that few get to hear within the genres of hip hop and electronica. This album's tracks branch out to tickle the tastiest parts of said pigeonholes, its bleeps and squelches, glitch beats and truculent thuds merged into a tumultuous whole that's, at times, as irresistible as Prefuse 73 or Flying Lotus's most commended collections. The oppressive, insatiable attack of Closed Cup Headroom is an instant standout, its alien clicks - think the prawns of District 9 messing about with vocoders - surrounding the senses and tightening their circle with each passing second, laser blast effects charring the ground just inches from their targets' feet. After Gold is similarly cacophonous, but a lot easier on the nervous system - while these structures display similarities from piece to piece, it's rare that one echoes the previous in an unappealing manner. Like Bibio's occasionally otherworldly album of earlier this year, Ambivalence Avenue, Cambio Wechsel's flirtations with myriad motifs that rarely have a hand to hold elsewhere on the record can lead to the listener becoming rather dizzied by the experience. But when the shiny synth lines and distorted drum and bass fluctuations of Low Frequency Fumble, the treble-centric J Dilla skitter of Eye Candy Bath and the fidgety itchiness of Wind in the Windows are appreciated as individual arrangements, outside of an album context, Kelpe's talents shine 'til they threaten to blind and/or deafen. As an all-in-one listen, there's a lot to take in - perhaps too much. But treat Cambio Wechsel as a mixtape produced by a mind that simply can't sit still and it's a journey to exciting territories beyond the beats-and-pieces norm.


DiskJokke - Staying in (Smalltown Supersound).
La chiamano nu-disco, ed è uno dei suoni più caldi del momento. Tra gli epicentri, la Scandinavia: la Svezia degli Studio, la Norvegia di Lindstrøm, Prins Tomas, Todd Terje ed ora Joachim Dyrdahl, in arte diskJokke. Un esordio col botto il suo. Ricco di cascate di melodia e sorprese continue, carica da dancefloor e anima. Si viaggia su ritmi più dritti e spediti rispetto ai suddetti, trovando una formula magica per combinare disco italo e non, house acid e non, e techno molto detroitiana. Joachim, studente di violino e di matematica, dosa calore e rigore con maestria. Aprendo le danze su toni più giocosi - Folk i farta e Større enn først antatt sono due capolavori - per farsi più serio e meditativo nella seconda metà dell'album, con I Was Go to Marroco and I Don´t See You (non è un errore, si intitola proprio così) come martellante e irresistibile spartiacque. Ma in tutto Staying in si respirano aria fresca ed euforia dal retrogusto dolcemente malinconico, ed è una sensazione impagabile. (da Rumore #197)

DiskJokke -
En fin tid (Smalltown Supersound)
"Musica per la notte che mantiene il calore dei pomeriggi in spiaggia": lo scrisse qualcuno parlando di Staying in, debutto datato 2007 del norvegese Joachim Dyrdahl, ma la definizione suona ancora più azzeccata per questo En Fin Tid. Titolo che dalle parti di Oslo significa qualcosa come "tempi felici", del tutto appropriato per un album che rende più calda e solare la già emozionante fusione messa a punto dal nostro. Ci sono le radici house e techno e dosi massicce di relax balearico, i viaggi della disco cosmica europea e gli spazi del dub, tutto passato in rassegna con una originalità fuori dal comune. Si guarda tanto alla compattezza del groove (Big Flash non dovrebbe avere problemi a fare urlare una pista piena) quanto alle esplorazioni sonore di gente come Arthur Russell e Alan Parsons, o dei gruppi kraut-rock tedeschi degli anni '70 più spinti verso l'elettronica. Con il valore aggiunto di una scaletta perfetta, che fa fluire gli otto brani in un crescendo di emozioni e conferma come, nella già incredibile scena nu-disco scandinava, questo ex studente di matematica sia il vero fuoriclasse.
(DJ Mag n. 2)


lunedì 6 dicembre 2010

Come arrivare al 150!

,
Finalmente ci siamo (e non parliamo dell'Immacolata Concezione): domani sera (7 dicembre 2010 per quelli che hanno messo in stand-by i loro calendari in attesa delle vacanze natalizie) dalle ore 20:30 ci trovate al Bastione Alicorno, in piazzale Santa Croce, a Padova. Inutile descriverlo, considerando la smisurata bellezza della location. Forse l'avrete già visto nelle vesti di spazio performativo negli anni scorsi durante il festival estivo Teatri delle Mura (ahinoi, mancato proprio quest'anno). Bastano le foto che trovate spulciando tra i vari motori di ricerca per suggerire alla vostra immaginazione la suggestività delle antiche mura patavine. Arrivare non è per nulla impresa ardua e impossibile: giunti a piazzale Santa Croce, parcheggiate (auto o bici che sia) e a lato della farmacia e del negozio delle macchine da cucire un grosso cancello aperto vi accoglierà in un parco verde; seguendo il sentiero si giunge alla ormai più che nota tana del Bianconiglio (nel nostro caso il Bastione). Non preoccupatevi di acqua o intemperie. La nostra pazzia non ci porta in luoghi aperti a dicembre, ma in uno spazio sotterraneo riscaldato (soprattutto) e coperto (ovviamente). L'azzardo è ben più meritevole di nota, in una città che per Natale proietta dell stelle rotanti (neanche ninja!) sul Palazzo dell'Orologio in Piazza dei Signori: le antiche mura risuonarenno della musica e delle note di due grandi artisti della scena internazionale: dalla Norvegia ci raggiunge Diskjokke, mentre dalla Gran Bretagna ci porta i suoi omaggi Kelpe. In poche parole: mentre all'esterno il freddo avanza e si fa sentire, noi domani ci si scalda muovendoci, eccome!
Una raccomandazione sugli orari: data la natura della location e i vincoli di orario, raccomandiamo di non arrivare oltre le 21 per godere appieno della scaletta. E qui la mappa per raggiungerci. E una foto della location.

E qui, nel caso non ve lo ricordaste, una scaletta della serata (e non solo).


sabato 4 dicembre 2010

Pulse#150 DISKJOKKE (NOR) + KELPE (UK) Ma 7/12/2010 @ Bastione Alicorno, PD

Pulse#150






















Ma 7/12/2010 @ Bastione Alicorno, PD

DISKJOKKE (NOR) + KELPE (UK)

mercoledì 10 novembre 2010

pulse#149: Setting Sun (USA, young love) -solo set- ME 10.11.10 @ LaMelaDiNewton - PD

A.S.U. in collaborazione con la Mela di Newton presenta:

Pulse#149

SETTING SUN
(Young Love Records, USA)
gary levitt / SETTING SUN


[ Indie / Elettroacustica / Pop ]
http://www.myspace.com/settingsun
http://www.settingsun.cc/



Mercoledì 10 novembre,
h.21
@ La Mela di Newton Via della Paglia, 2 - PD


I Setting Sun di Gary Levitt, ormai al quarto disco in carriera, ribadiscono il concetto che la psichedelia non necessita sempre di un immaginario lisergico. Fantasurreal è un incrocio di melodie pop, atmosfere folk e tappeti synth(etici), che richiamano tanto il David Bowie dei primi dischi quanto gli attuali MGMT.
Brani come la piccola gemma acustica Sacrifice o la più incalzante Into The Wire, non sono frutto del caso, ma di una maturità acquisita col tempo. L'album regala trentacinque minuti circa di frivolezze pop, deviazioni folk e armonie agrodolci di buona fattura, capaci di cullare piacevolmente i pensieri, dipingendoli a tinte forti senza causare capogiri o pericolosi voli pindarici. Una musica innocente e ricca di fantasia.

qui trovate un'esaustiva bio (in inglese)



Largely the work of one man, Gary Levitt, Setting Sun creates a fantastical mix of whimsy and brightly hued pop matched to a surreal lyrical sensibility that's the product of either a vivid imagination or some good drugs.

Levitt's whispery vocals might remind listeners of a less depressed Elliott Smith. Levitt mixes softly cooed choruses and murmured spoken-word verses giving the sense that he's playing and singing to himself. This personal, confiding style lends the music its defining intimacy. Levitt the storyteller is immediately alluring, offering an inviting closeness in the whisper and croon of his honest lyrics.

On the latter, Levitt seems fond of tape saturation as well, pushing the cut's big drum beat into the red for a fuzzy tom sound. Here We Go Magic's Jennifer Turner joins him for "Into the Wire," which turns out to be lyrically more mundane, with Levitt singing about doing dishes, cleaning the bathroom and making the bed over a sparkling pop melody.
Cuts like the leadoff "Driving" and the six-minute paean to sustained adolescence, "Don't Grow Up," recall Grandaddy in their mutations of organic instrumentation.
Perhaps most out-there (or "fantasurreal," to use the new parlance) is "The Sympathetic CEO" which is sung from the point of view of an executive sitting on top of the world, though, it sounds like it comes from the bottom of the deep blue. Whatever, you want to call it, Setting Sun has made an album that's wonderfully weird.

When not on the road, Gary is at home in the studio where he records himself and other artists. His approach is in the spirit of "I'm gonna have fun in the studio and explore". Trumpet lines blare optimistic over a melancholy verse. String lines grace softly over pounding drums. This dichotomy is one of the elements making Levitt's music stand out from the lot, a sense of optimism beautifully cohabits with some serious melancholy. It sounds of drive, love, and enjoyment, even when it acknowledges dejection.

Gary produces, records and plays most of the instruments with help from friends Lawrence Roper (back vox), Erica Quitzow from Quitzow (strings, back vox) and Jen Turner from Here We Go Magic (bass back vox). Drawing upon a spectrum of emotions and sounds, the music of Setting Sun ranges from traditional rock instrumentation to exotic hallucinatory synth patches, strings, horns and lush orchestral sounds. Inspired by classic songs with contagious melodies, Gary's voice has been compared to David Bowie and Elliott Smith and his arrangements to Arcade Fire, MGMT and The Beatles. However, this man has his own set of pipes with an unmistakeable purity and directness. This record marks Setting Sun as a mainstay on the indie scene as Gary further carves a niche writing and producing another soaring batch of sweepingly beautiful indie pop songs.

venerdì 5 novembre 2010

pulse#148 - HouseShow: TOM GREENWOOD (Atp, Usa) di JackieOMotherfucker + Errnois - Ve 05.11.2010

A.S.U. in collaborazione con via Tartini ;) presenta:

Pulse#148

TOM GREENWOOD (Fire/Atp , USA)
Greenwood
[ Indie / Psichedelia / Folk ]

http://u-sound.blogspot.com/
http://www.myspace.com/jomf
http://www.cueartfoundation.org/tom-greenwood.html



+ Errnois (51beats, PD)
errnois

[ Indie / IDM / Shoegaze ]
http://it-it.facebook.com/marcello.spolverato
http://www.myspace.com/errnois
http://www.51beats.net/51bts021.html


Venerdì Ottobre, h.21 @ Via Tartini 4

Il protagonista di questo Pulse l'abbiamo già incontrato diverse volte, anche recentemente, con i suoi Jackie O'Motherfucker.
Anche qui l'occasione è notevole, sia per la location, dato che dopo anni ritorniamo in modalità houseshow in via Tartini 4/a, sia per l'unicità rispetto ai precedenti concerti targati JOMF, trattandosi di un set, come leggerete di seguito, che ha preso forma in vista di una particolare occasione proprio un paio di mesi dopo il suo tour italiano.
Tom Greenwood, conosciuto per essere il chitarrista e cantante, nonché fondatore dei Jackie-O Motherfucker ha appena presentato (maggio 2010, presso la Cue Art Foundation di New York) la sua prima mostra personale, curata dall'artista Chris Johanson.

Presenta ora una serie di performance soliste, ognuna delle quali uniche, costruite a partire sia da materiale inedito che di repertorio, da pezzi tradizionali e da improvvisazioni, utilizzando in un insieme organico chitarre, voce, effetti e turntable - come ai tempi dei primi Jackie'O.
Il tutto arricchito dalla proiezione prima del concerto del video "The Salem Singers", appositamente editato per la mostra, oltre che chiaramente da visual sulla performance musicale.

Nato nel 1966, figlio degli altipiani del Dakota, Tom Greenwood mostra presto grande inclinazione alla multimedialità. Salta da una scuola d'arte all'altra del freddo nord prima di ritrovarsi sulle strade di Minneapolis dove consegue la laurea in Media Arts.
Dopo aver trascorso la fine degli anni ottanta immerso nell'ambiente del rural rock, Greenwood decide di affondare nelle viscere del Lower East Side di Manhattan, dove entra in contatto con Thurston Moore, che lo incoraggia a proseguire il suo percorso musicale.

Dopo una serie di spiacevoli vicissitudini, Greenwood a metà degli anni novanta finisce a Portland, Oregon, dove tutt'ora risiede, e dà vita al "folle" progetto musicale che continua ancora oggi: Jackie-O Motherfucker.
JOMF è American Folk Music ma non solo: nel tempo, ha attraversato
il jazz più d'avanguardia, al suono delle radici si è unita la costante necessità di andare oltre: il risultato è quanto di più psichedelico si possa ascoltare nel panorama musicale odierno; chitarre che suonano come sitar, percussioni, tape loops, xilofoni, sax, clarinetti, voci fino ad evolvere nel suono attuale, più "compatto" ed, in un certo, senso space rock.
Nel 2010 i numerosi progetti musicali - Jackie-O, The U SOUND series, i vari live show - si fondono con quelli visuali per fluire in milioni di inaspettate direzioni e percorrere sempre nuovi sentieri estetici accomuniati dalla passione per la psichedelia, la ripetizione ed il concetto di folk.


Link:

http://u-sound.blogspot.com/
http://www.myspace.com/jomf

http://www.cueartfoundation.org/tom-greenwood.html


Errnois

Errnois è dal 2008 il progetto solista electro-oriented di Marcello Spolverato, ventinovenne padovano ex bassista, ex dams, ex indie-rocker.

Il suo primo album, "The Winter Season", è stato pubblicato lo scorso dicembre dalla netlabel milanese 51beats.

Dentro c'è un po' di tutto: soundscapes malinconici, IDM, sfrigolii glitch, field recordings, carillon e l'indietronica virata al folk dei Mùm.

Buonissime le recensioni, non solo in Italia; la webzine "sentireascoltare" lo ha definito "un quasi capolavoro".

Nel corso del 2010 altri pezzi sono stati pubblicati dalla giapponese Crest Records, dall'islandese Bad Panda e dalla netlabel romana Inglorius Ocean.

Quelle cui Marcello dà vita sono atmosfere minimali e sognanti, istantanee decolorate e ideali colonne sonore che rimandano, pur con soluzioni del tutto personali, all'universo pastellato della Morr
Music.
Link:

http://it-it.facebook.com/marcello.spolverato
http://www.myspace.com/errnois
http://www.51beats.net/51bts021.html


giovedì 4 novembre 2010

MIKE HUCKABY presents: SUN RA CLASSICS with RA.H + Magic Towers @ FLAT 4 nov 2010

Mike Huckaby presents: SUN RA CLASSICS
HUCKABY
http://www.myspace.com/mikehuckaby
giovedì 4 novembre @ Flat, via Einaudi 19, Mestre
Sun Ra Set re-edited and effected by Mike Huckaby (SYNTH Detroit) on Reel 2 Reel and Ra.H (Morphine Records) on Effects and Synths
Opening Act:
MAGIC TOWERS

Un act esclusivo presentato solamente in 2 occasioni, una a Berlino in ottobre, e il 4 novembre al Flat di Mestre, organizzato dalla Morphine Records e SYNTH Detroit, in collaborazione con l'Associazione FLAT, Elefante Rosso e PULSE!

Mike Huckaby, uno dei pionieri della Detroit Deep House, solido DJ e produttore che dopo quasi 30 anni di attività continua a ricercare modi nuovi di esprimersi rimanendo ancorato alle radici, ed è proprio con il Reel2Reel che verranno rieditati classici di Sun Ra con degli inserti analogici ed effettistici di Ra.H, creando una sorta di continuità del messaggio cosmico del grande Maestro.
MIKE HUCKABY, direttamente da Detroit, la Betlemme della techno, è dj di fama mondiale con oltre quindici anni di attività alle spalle. Come produttore è l'uomo che fa uscire le tracce più deep della motor city. La sua conoscenza di techno, house e garage è immensa e, nonostante la sua figura pubblica sia defilata dai riflettori del glamour, immenso è il rispetto che gli porta la scena.
http://www.myspace.com/mikehuckaby
http://www.residentadvisor.net/dj/mikehuckaby


RA.H è il best kept secret della house italiana. Ma solo per gli italiani: due
giorni dopo la data al FLAT, per esempio, sarà a far ballare centinaia di persone al Panorama Bar di Berlino. La sua è una house super deep e lisergica, black music totale che fonde richiami old-school alle radiazioni cosmiche che vengono dal suo profondo amore per funk, soul, jazz, e tutte quelle musiche che liberano anima e corpo. Con la sua etichetta, Morphine Records, oltre alle sue produzioni (le ultime sono finite nelle topten di chiunque!), ha pubblicato il 12" che ha rilanciato un eroe scomparso della techno come Anthony 'Shake' Shakir.
http://www.myspace.com/rahisrah
http://www.residentadvisor.net/dj/ra.h

I due alchimisti riediteranno in tempo reale la musica del grande SUN RA, uno che se cerchi la voce "culto" nel dizionario ci trovi la sua foto. E' decisamente impossibile dare l'idea di chi sia Sun Ra in poche righe. Non basta dire che è un gigante in ambito jazz, che è l'originatore di tutta la filosofia ed estetica afrofuturista, che è stato tra i primi musicisti non accademici ad usare strumenti elettronici, che è stato psichedelico prima di qualsiasi ragazzo col caschetto, cosmico prima di qualsiasi hippie, che fu teletrasportato su Saturno già negli anni 30.
Come non basta linkare wikipedia. Pero' è un inizio.
http://en.wikipedia.org/wiki/Sun_Ra

Ad aprire saranno i MAGIC TOWERS, nuovo duo superminimale batteria elettronica-synth che si mormora essere l'ultima incarnazione di Ottaven, o forse era tal Canedicoda...
http://magictowers.bandcamp.com/

data in collaborazione con Associazione FLAT, ed Elefante Rosso
Un set unico ed irrepetibile, posti limitati, ingresso riservato ai soci FLAT.
Info: morphosis@morphinerecords.com circolo.flat@gmail.com bnlze@yahoo.it