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mercoledì 22 febbraio 2012
186: Above the Tree (ITA, Locomotiv) ME.22.2 187: I Am Oak (NL, Snowstar) SA.25.2 @ La Mela di Newton, PD
Due appuntamenti Pulse anche questa settimana, entrambi presso La Mela di Newton
il consueto mercoledì, con Above the Tree
il prefestivo sabato con I Am Oak, dall'Olanda
Andiamo con ordine:
Pulse#186
Pulse e Repeat, in collaborazione con la Mela di Newton
presentano:
ABOVE THE TREE (ITA, Locomotiv)

[ mantra blues / psychotronica / good stuff, folks ] http://www.myspace.com/bluerevenge1
Mercoledì 22 Febbraio, h. 21
@ La Mela di Newton via della Paglia, 2 - Padova
Sesto mercoledì, in compagnia di Repeat e della Mela di Newton, sesta volta che una serata Pulse vede protagonista Marco Bernacchia con il suo progetto Above the Tree, terza volta alla Mela di Newton.
Oramai chi legge questa newsletter non ha bisogno di grosse presentazioni per quanto riguarda l'opera di Marco Bernacchia: l'abbiamo seguito dal primo incontro, nel 2008, fino ad ora, dopo tre album, diverse uscite minori tra EP e musicassette, centinaia di concerti e chilometri per l'europa .
Qualunque cosa si possa scrivere qui di lui e della sua musica è di parte.
Di nuovo c'è probabilmente giusto da dire che quest'anno è uscito fresco fresco il disco nuovo, "Wild" a nome questa volta di Above the Tree and the E-Side (alla base del cambio di ragione sociale è la collaborazione nel disco con Matteo Sideri che gestisce percussioni e parte dell'elettronica), edito dalla relativamente giovine Locomotiv Records.
Ah sì, il disco è fighissimo. Giuro! Il live, poi... ;)
ROCKERILLA
"Psychedelia goes global...a suggerirlo non c'è soltanto un suono che fa proprie suggestioni
indiefolktroniche di disparata origine e derivazione, ma la stessa tracklist del disco che
rimbalza da una latitudine all'altra del pianeta con la stessa agilità e pertinenza che ne
connotano i visionari e intriganti disegni musicali." (Elio Bussolino)
SENTIREASCOLTARE
"L'avant-blues di Above the tree guadagna in spessore e si irrobustisce grazie alle ritmiche
della E-Side. Wild disegna così psicogeografie insolite, mantriche e allucinate..." (Stefano Pifferi)
http://www.sentireascoltare.com/recensione/9692/above-the-tree-the-e-side-wild.html
BREAKFAST JUMPERS
"Marco Bernacchia incontra Matteo Sideri. Ed è il delirio. Wild è un disco selvaggio nel senso
più forestale, tribale e animale del termine, scatena movimenti incontrollabili guidati da
convulsioni sonore che avranno un'efficacia immadiata sulle vostre ossa. Le tracce si alternano
scovando ogni volta nuovi anfratti del genere elettro-psichedelico che si sono (quasi) inventati.
Otto nuove tracce che vi stupiranno ancora di più nelle live session dove lo spettacolo si
arricchisce di proiezioni e set suggestivi. Imperdibile."
anche per questo appuntamento, sarà attivo lo streaming live su:
http://pleaserepeat.it/
http://pulsedata.blogspot.com/
A stasera!
Ingresso: 2 o più secondo sentimento
Com. ris. Soci Arci
passiamo a Sabato
Pulse#187
Pulse in collaborazione con la Mela di Newton
presenta:
I AM OAK (NL, Snowstar)

http://www.iamoak.com http://www.myspace.com/iamoak
[ indie folk / mellow songs ]
Sabato 25 Febbraio, h. 21
@ La Mela di Newton via della Paglia, 2 - Padova
I AM OAK è il progetto che ruota intorno alla figura del cantautore olandese Thijs Kuijken .
Dopo due album autoprodotti (l'EP Sou Ka e l'LP Ols Songd) la band approda presso la Snowstar Records pubblicando nel 2010 il disco On Claws, quattordici canzoni composte nella stanza da letto del giovane e talentuoso musicista di Utrecht. Melodie soffici, malinconiche, disegnate dalla voce e dalla chitarra acustica di Thijs ed impreziosite dalla presenza, mai invadente, di banjo, organo, basso e batteria.
Ascolti fragili armonie come On Trees And Birds For e On Oxen e non riesci a credere come questo brillante esempio di musica folk possa provenire dai Paesi Bassi e non dalla sei corde di qualche barbuto songwriter confinato in chissà quale sperduta contea americana.
L'anno scorso gli I AM OAK realizzano il loro secondo album.
Oasem viene accolto in patria tra l'entusiasmo dei media specializzati e l'emittente radiofonica 3voor12 gli assegna il suo 3voor12award come "Best album of the year".
Il suono dei ragazzi olandesi si evolve. L'anima acustica, autentica spina dorsale nel precedente On Claws si fonde ad un utilizzo più diffuso di organi, tastiere, balafon, la batteria batte con più presenza, basso e chitarra elettrica suonano più forti e distorti.
Kuijken si allontana dal folk tradizionale e rendendo omaggio ai suoi idoli indie-folk Bon Iver e Fleet Foxes trova uno stile autentico e assolutamente personale
Ascolta per intero l'album OASEM
Ascolta per intero l'album ON CLAWS
A sabato!
Ingresso: 4 euro
Com. ris. Soci Arci
Prossima data:
Ogni mercoledì Pulse e Repeat con la collaborazione della Mela di Newton vi somministreranno il vostro live intimo di metà settimana.
Stiamo approntando il calendario di Marzo, nel frattempo fatevi un'idea di chi chiuderà in bellezza il mese di febbraio:
Mercoledì 29 febbraio
Loch Lomond (Chemikal Underground, USA)
strepitosa ensemble sull'etichetta dei Mogwai, da Portland Oregon!

http://www.lochlomondmusic.com
H. 21 @ la mela di newton
Via della paglia 2, Padova
Com. Ris. Soci ARCI
http://pleaserepeat.it/
http://meladinewton.wordpress.com/
http://pulsedata.blogspot.com/
info@pleaserepeat.it - bnlze@yahoo.it
il consueto mercoledì, con Above the Tree
il prefestivo sabato con I Am Oak, dall'Olanda
Andiamo con ordine:
Pulse#186
Pulse e Repeat, in collaborazione con la Mela di Newton
presentano:
ABOVE THE TREE (ITA, Locomotiv)
[ mantra blues / psychotronica / good stuff, folks ] http://www.myspace.com/bluerevenge1
Mercoledì 22 Febbraio, h. 21
@ La Mela di Newton via della Paglia, 2 - Padova
Sesto mercoledì, in compagnia di Repeat e della Mela di Newton, sesta volta che una serata Pulse vede protagonista Marco Bernacchia con il suo progetto Above the Tree, terza volta alla Mela di Newton.
Oramai chi legge questa newsletter non ha bisogno di grosse presentazioni per quanto riguarda l'opera di Marco Bernacchia: l'abbiamo seguito dal primo incontro, nel 2008, fino ad ora, dopo tre album, diverse uscite minori tra EP e musicassette, centinaia di concerti e chilometri per l'europa .
Qualunque cosa si possa scrivere qui di lui e della sua musica è di parte.
Di nuovo c'è probabilmente giusto da dire che quest'anno è uscito fresco fresco il disco nuovo, "Wild" a nome questa volta di Above the Tree and the E-Side (alla base del cambio di ragione sociale è la collaborazione nel disco con Matteo Sideri che gestisce percussioni e parte dell'elettronica), edito dalla relativamente giovine Locomotiv Records.
Ah sì, il disco è fighissimo. Giuro! Il live, poi... ;)
ROCKERILLA
"Psychedelia goes global...a suggerirlo non c'è soltanto un suono che fa proprie suggestioni
indiefolktroniche di disparata origine e derivazione, ma la stessa tracklist del disco che
rimbalza da una latitudine all'altra del pianeta con la stessa agilità e pertinenza che ne
connotano i visionari e intriganti disegni musicali." (Elio Bussolino)
SENTIREASCOLTARE
"L'avant-blues di Above the tree guadagna in spessore e si irrobustisce grazie alle ritmiche
della E-Side. Wild disegna così psicogeografie insolite, mantriche e allucinate..." (Stefano Pifferi)
http://www.sentireascoltare.com/recensione/9692/above-the-tree-the-e-side-wild.html
BREAKFAST JUMPERS
"Marco Bernacchia incontra Matteo Sideri. Ed è il delirio. Wild è un disco selvaggio nel senso
più forestale, tribale e animale del termine, scatena movimenti incontrollabili guidati da
convulsioni sonore che avranno un'efficacia immadiata sulle vostre ossa. Le tracce si alternano
scovando ogni volta nuovi anfratti del genere elettro-psichedelico che si sono (quasi) inventati.
Otto nuove tracce che vi stupiranno ancora di più nelle live session dove lo spettacolo si
arricchisce di proiezioni e set suggestivi. Imperdibile."
anche per questo appuntamento, sarà attivo lo streaming live su:
http://pleaserepeat.it/
http://pulsedata.blogspot.com/
A stasera!
Ingresso: 2 o più secondo sentimento
Com. ris. Soci Arci
passiamo a Sabato
Pulse#187
Pulse in collaborazione con la Mela di Newton
presenta:
I AM OAK (NL, Snowstar)
http://www.iamoak.com http://www.myspace.com/iamoak
[ indie folk / mellow songs ]
Sabato 25 Febbraio, h. 21
@ La Mela di Newton via della Paglia, 2 - Padova
I AM OAK è il progetto che ruota intorno alla figura del cantautore olandese Thijs Kuijken .
Dopo due album autoprodotti (l'EP Sou Ka e l'LP Ols Songd) la band approda presso la Snowstar Records pubblicando nel 2010 il disco On Claws, quattordici canzoni composte nella stanza da letto del giovane e talentuoso musicista di Utrecht. Melodie soffici, malinconiche, disegnate dalla voce e dalla chitarra acustica di Thijs ed impreziosite dalla presenza, mai invadente, di banjo, organo, basso e batteria.
Ascolti fragili armonie come On Trees And Birds For e On Oxen e non riesci a credere come questo brillante esempio di musica folk possa provenire dai Paesi Bassi e non dalla sei corde di qualche barbuto songwriter confinato in chissà quale sperduta contea americana.
L'anno scorso gli I AM OAK realizzano il loro secondo album.
Oasem viene accolto in patria tra l'entusiasmo dei media specializzati e l'emittente radiofonica 3voor12 gli assegna il suo 3voor12award come "Best album of the year".
Il suono dei ragazzi olandesi si evolve. L'anima acustica, autentica spina dorsale nel precedente On Claws si fonde ad un utilizzo più diffuso di organi, tastiere, balafon, la batteria batte con più presenza, basso e chitarra elettrica suonano più forti e distorti.
Kuijken si allontana dal folk tradizionale e rendendo omaggio ai suoi idoli indie-folk Bon Iver e Fleet Foxes trova uno stile autentico e assolutamente personale
Ascolta per intero l'album OASEM
Ascolta per intero l'album ON CLAWS
A sabato!
Ingresso: 4 euro
Com. ris. Soci Arci
Prossima data:
Ogni mercoledì Pulse e Repeat con la collaborazione della Mela di Newton vi somministreranno il vostro live intimo di metà settimana.
Stiamo approntando il calendario di Marzo, nel frattempo fatevi un'idea di chi chiuderà in bellezza il mese di febbraio:
Mercoledì 29 febbraio
Loch Lomond (Chemikal Underground, USA)
strepitosa ensemble sull'etichetta dei Mogwai, da Portland Oregon!
http://www.lochlomondmusic.com
H. 21 @ la mela di newton
Via della paglia 2, Padova
Com. Ris. Soci ARCI
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info@pleaserepeat.it - bnlze@yahoo.it
lunedì 13 febbraio 2012
184: OpiumChild MA.14.2 @ A+A, Venezia - 185: Sea+Air, ME.15.2 @ La Mela di Newton, PD
Stasera, martedì 14, San Valentino, siamo in gita a Venezia, ospiti della galleria A+A Centro Espositivo Sloveno, in compagnia dei Tankboys per presentarvi il progetto musicale OPIUM CHILD ed introdurvi a Nero Magazine, due ottime espressioni dell'underground artistico romano.
I due protagonisti della serata, Francesco de Figueiredo e Valerio Mannucci, sono direttamente coinvolti nell'ideazione e gestione del free press romano Nero Magazine , cui collateralmente affiancano la loro produzione musicale. (Francesco, insieme ad un altro Valerio -Matttioli- è parte degli Heroin in Tahiti, altro progetto di cui sentirete parlare, con ottimo album in uscita in questi giorni sulla nota Boring Machines)
Sconfinano al nord per una manciata di date che li vedrà presentare live set a Milano, in apertura a Roly Porter e a Torino, all'auditorio RAI sotto l'ombrellone Club TO Club. Noi li aspettiamo al varco in Laguna.
Domani è invece la volta del concerto del mercoledì alla Mela di Newtonin collaborazione con Repeat, e qui andiamo sul sicuro, con Sea+Air, ovvero Daniel Benjamin e Daizee Firalinou, duo greco tedesco dedito ad un pop folk multistrumentale ed acustico (venite con l'idea di godervi il concerto in silenzio, please!)
Ospiti di grandi attualità sia perchè hanno aperto a Whitney Houston, sia in qualità di auspicabile modello per i rapporti tra i loro rispettivi paesi di origine.
Vai con le schede:
Pulse e Tankboys,
in collaborazione con Galleria A + A / Centro Espositivo Sloveno
presentano:
OPIUM CHILD (Nero magazine, Roma)

[ Narco beats / blurred symphonies ] http://www.soundcloudcom/opium-child
Martedì 14 Febbraio 9/11 pm
Galleria A + A / Spazio Espositivo Sloveno
San Marco 3073,Venezia (zona Palazzo Grassi)
Riscaldamento aurale con Pulse, Cash 4 Gold e ospiti speciali.
Live set di OPIUM CHILD
Opium Child è il progetto romano di Francesco de Figueiredo e Valerio Mannucci, coinvolti anche in Nero magazine. Un live set in cui riecheggiano reminescenze dance, storpiate e rallentate, dimensioni eteree, echi nostalgici e memorie oramai disintegrate.
Esperienza altamente fuorviante.
Pulse e Repeat, in collaborazione con la Mela di Newton
presentano:
SEA + AIR (DE/GR)

[ folk / pop / songs ] http://seaandair.net/
Mercoledì 15 Febbraio, h. 21
@ La Mela di Newton via della Paglia, 2 - Padova
SEA + AIR (DE)
Una danzatrice greca dalla voce ammaliante e un compositore tedesco che non sa leggere la musica?
Una clavicembalista con la paura di volare e un chitarrista che ha paura del mare?
O una bassista che suona lo strumento con i suoi piedi e un batterista punk?
I SEA+ AIR sono tutto questo.
Dopo 10 anni tra tour in tutto il mondo, Daniel Benjamin decide di dar vita ad un nuovo progetto, Sea + Air, insieme alla compagna Eleni, che nella prima metà del 2011 viene ufficializzato con la registrazione dell'album d'esordio "My Heart´s Sick Chord" . Cinque strumenti in due, per un folk-songwriting delicato ed accattivante.
I Sea + Air hanno supportato in tour artisti del calibre di Sufjan Stevens, White Stripes, Jose Gonzalez, The Flaming Lips, The Soundtrack Of Our Lives, Woven Hand, John Grant and The Divine Comedy.
anche per questo appuntamento, sarà attivo lo streaming live su:
http://pleaserepeat.it/
http://pulsedata.blogspot.com/
A domani!
Ingresso: 2 o più secondo sentimento
Com. ris. Soci Arci
Sea+Air sono Daniel Benjamin (Voce, chitarra, Batteria, cimbali e campane) e Eleni (voce, Harpsichord, organo, basso, Batteria).
Nell'enfasi del clamore commerciale dei generi di moda la domanda che nasce è: "Cosa arriverà adesso?".
Una danzatrice folk greca che da bambina doveva cantare di nascosto e un compositore tedesco che non sa leggere la musica? Una suonatrice di Harpsichord che ha paura di volare e un chitarrista spaventato dal mare? Sea + Air è tutto questo.
Dopo 10 anni a provare, scrivere, registrare e suonare oltre 1200 concerti in giro per il mondo come "Daniel Benjamin" la coppia di sposi ebbe un'epifania nell'estate del 2010: suonando come supported di Whitney Houston nel suo tour europeo riuscirono a zittire grandi platee solo con le loro due voci capendo così che erano riusciti a toccare un pubblico mainstream semplicemente essendo se stessi.
La decisione di cambiare il nome diventando un duo fu la logica conseguenza, visto che "Daniel Benjamin" non era più un progetto solista.
Ispirata dalla bellezza melodica del barocco di J.S. Bach, dalla profonda epica sperimentale della musica tedesca anni 70 dei Popol Vuh e la grande architettura del rock da stadio degli Scorpions, la scrittura di Sea + Air resta nonostante tutto semplice.
Avendo capito che era giunto il momento giusto, Sea + Air hanno registrato il loro album di debutto, "My Heart´s Sick Chord" nella prima metà del 2011, dedicandolo allo strumento preferito da Bach, l'harpsichord.
A partire da ottobre 2011 il duo sarà in tour per due anni. Dal vivo entrambi suonano fino a 5 strumenti allo stesso tempo rendendo inutile la presenza di una band o di nastri preregistrati.
SEA + AIR hanno suonato come supporter per molti artisti, fra I quali: Sufjan Stevens, White Stripes, Jose Gonzalez, The Flaming Lips, The Soundtrack Of Our Lives, Woven Hand
Prossima data:
Mercoledì 22 febbraio
Above The Tree
(ITA, Locomotiv)

http://www.myspace.com/bluerevenge1
H. 21 @ la mela di newton
Via della paglia 2, Padova
Com. Ris. Soci ARCI
http://pleaserepeat.it/
http://meladinewton.wordpress.com/
http://pulsedata.blogspot.com/
info@pleaserepeat.it - bnlze@yahoo.it
I due protagonisti della serata, Francesco de Figueiredo e Valerio Mannucci, sono direttamente coinvolti nell'ideazione e gestione del free press romano Nero Magazine , cui collateralmente affiancano la loro produzione musicale. (Francesco, insieme ad un altro Valerio -Matttioli- è parte degli Heroin in Tahiti, altro progetto di cui sentirete parlare, con ottimo album in uscita in questi giorni sulla nota Boring Machines)
Sconfinano al nord per una manciata di date che li vedrà presentare live set a Milano, in apertura a Roly Porter e a Torino, all'auditorio RAI sotto l'ombrellone Club TO Club. Noi li aspettiamo al varco in Laguna.
Domani è invece la volta del concerto del mercoledì alla Mela di Newtonin collaborazione con Repeat, e qui andiamo sul sicuro, con Sea+Air, ovvero Daniel Benjamin e Daizee Firalinou, duo greco tedesco dedito ad un pop folk multistrumentale ed acustico (venite con l'idea di godervi il concerto in silenzio, please!)
Ospiti di grandi attualità sia perchè hanno aperto a Whitney Houston, sia in qualità di auspicabile modello per i rapporti tra i loro rispettivi paesi di origine.
Vai con le schede:
Pulse e Tankboys,
in collaborazione con Galleria A + A / Centro Espositivo Sloveno
presentano:
OPIUM CHILD (Nero magazine, Roma)
[ Narco beats / blurred symphonies ] http://www.soundcloudcom/opium-child
Martedì 14 Febbraio 9/11 pm
Galleria A + A / Spazio Espositivo Sloveno
San Marco 3073,Venezia (zona Palazzo Grassi)
Riscaldamento aurale con Pulse, Cash 4 Gold e ospiti speciali.
Live set di OPIUM CHILD
Opium Child è il progetto romano di Francesco de Figueiredo e Valerio Mannucci, coinvolti anche in Nero magazine. Un live set in cui riecheggiano reminescenze dance, storpiate e rallentate, dimensioni eteree, echi nostalgici e memorie oramai disintegrate.
Esperienza altamente fuorviante.
Pulse e Repeat, in collaborazione con la Mela di Newton
presentano:
SEA + AIR (DE/GR)
[ folk / pop / songs ] http://seaandair.net/
Mercoledì 15 Febbraio, h. 21
@ La Mela di Newton via della Paglia, 2 - Padova
SEA + AIR (DE)
Una danzatrice greca dalla voce ammaliante e un compositore tedesco che non sa leggere la musica?
Una clavicembalista con la paura di volare e un chitarrista che ha paura del mare?
O una bassista che suona lo strumento con i suoi piedi e un batterista punk?
I SEA+ AIR sono tutto questo.
Dopo 10 anni tra tour in tutto il mondo, Daniel Benjamin decide di dar vita ad un nuovo progetto, Sea + Air, insieme alla compagna Eleni, che nella prima metà del 2011 viene ufficializzato con la registrazione dell'album d'esordio "My Heart´s Sick Chord" . Cinque strumenti in due, per un folk-songwriting delicato ed accattivante.
I Sea + Air hanno supportato in tour artisti del calibre di Sufjan Stevens, White Stripes, Jose Gonzalez, The Flaming Lips, The Soundtrack Of Our Lives, Woven Hand, John Grant and The Divine Comedy.
anche per questo appuntamento, sarà attivo lo streaming live su:
http://pleaserepeat.it/
http://pulsedata.blogspot.com/
A domani!
Ingresso: 2 o più secondo sentimento
Com. ris. Soci Arci
Sea+Air sono Daniel Benjamin (Voce, chitarra, Batteria, cimbali e campane) e Eleni (voce, Harpsichord, organo, basso, Batteria).
Nell'enfasi del clamore commerciale dei generi di moda la domanda che nasce è: "Cosa arriverà adesso?".
Una danzatrice folk greca che da bambina doveva cantare di nascosto e un compositore tedesco che non sa leggere la musica? Una suonatrice di Harpsichord che ha paura di volare e un chitarrista spaventato dal mare? Sea + Air è tutto questo.
Dopo 10 anni a provare, scrivere, registrare e suonare oltre 1200 concerti in giro per il mondo come "Daniel Benjamin" la coppia di sposi ebbe un'epifania nell'estate del 2010: suonando come supported di Whitney Houston nel suo tour europeo riuscirono a zittire grandi platee solo con le loro due voci capendo così che erano riusciti a toccare un pubblico mainstream semplicemente essendo se stessi.
La decisione di cambiare il nome diventando un duo fu la logica conseguenza, visto che "Daniel Benjamin" non era più un progetto solista.
Ispirata dalla bellezza melodica del barocco di J.S. Bach, dalla profonda epica sperimentale della musica tedesca anni 70 dei Popol Vuh e la grande architettura del rock da stadio degli Scorpions, la scrittura di Sea + Air resta nonostante tutto semplice.
Avendo capito che era giunto il momento giusto, Sea + Air hanno registrato il loro album di debutto, "My Heart´s Sick Chord" nella prima metà del 2011, dedicandolo allo strumento preferito da Bach, l'harpsichord.
A partire da ottobre 2011 il duo sarà in tour per due anni. Dal vivo entrambi suonano fino a 5 strumenti allo stesso tempo rendendo inutile la presenza di una band o di nastri preregistrati.
SEA + AIR hanno suonato come supporter per molti artisti, fra I quali: Sufjan Stevens, White Stripes, Jose Gonzalez, The Flaming Lips, The Soundtrack Of Our Lives, Woven Hand
Prossima data:
Mercoledì 22 febbraio
Above The Tree
(ITA, Locomotiv)
http://www.myspace.com/bluerevenge1
H. 21 @ la mela di newton
Via della paglia 2, Padova
Com. Ris. Soci ARCI
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mercoledì 8 febbraio 2012
streaming Ed Laurie @ la Mela di Newton 8/2/12
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Pulse+Repeat: ED LAURIE w/ Band (UK, Moonpainter) @ La Mela di Newton - ME 8.2.12
Pulse e Repeat, in collaborazione con la Mela di Newton
presentano:
ED LAURIE w/ Band (UK, Moonpainter)

http://www.edlaurie.com/ http://www.myspace.com/edlaurie
[ folk / rock / songs ]
Mercoledì 8 Febbraio, h. 21
@ La Mela di Newton via della Paglia, 2 - Padova
Siamo arrivati al quarto mercoledì, in compagnia di Repeat e della Mela di Newton:
questa volta siamo orgogliosi di presentarvi un artista di cui sentirete certamente parlare nei mesi e auspicabilmente anni a venire.
Trattasi di Ed Laurie, cantautore inglese in tour per presentare il suo terzo album, "Cathedral" - il primo fu l'ep digitale "Meanwhile In The Park" che, in cima a molte download charts europee e giunto alle orecchie di Tony Hoffer (produttore di Air e Beck), è stato licenziato dall'americana Dangerbird mentre il successivo "Small Boat Big Sea" nominato "iTunes album & single of the week" - registrato a Bolzano nella cattedrale cittadina, con gli stessi musicisti che domani sera lo accompagneranno all Mela di Newton.
Prima di passare a presentare Ed adeguatamente, vi ricordo che stasera sarà ospite di Moby Dick a Radio 2, in diretta dalle 21!
ED LAURIE (UK)
Ed Laurie - voce, chitarra
Andrea Polato - batteria
Marco Stagni - basso/contrabbasso
Matteo Cuzzolin - sax
Ascoltare Ed Laurie è come sorseggiare del whisky pregiato invecchiato in botti di rovere.
Il punto forza della sua musica è la sua morbida sensualità: un picking latineggiante che ricorda il González degli esordi e una voce calda e profonda alla Leonard Cohen si affiancano a melodie malinconicamente luminose, con rimandi drake-iani e una scrittura dalla semplicità disarmante.
Il fulcro del lavoro di Laurie è il gioco di voce e chitarre acustiche, arrangiate con violini, vibrafoni, sax... ma sono le parole le protagoniste in un viaggio trasognato.
Il duomo di Bolzano è stata l'ispirazione per questa piccola meraviglia che è "Cathedral" , disco registrato con la collaborazione di vari musicisti italiani.
Folk e suoni delicati stanno alla base di questo lavoro, corde, percussioni ed una voce penetrante per un disco semplice ma diretto da sorseggiare ed apprezzare con piacevole lentezza.
anche per questo appuntamento, sarà attivo lo streaming live su:
http://pleaserepeat.it/
http://pulsedata.blogspot.com/
Due album alle spalle - l'ep digitale "Meanwhile In The Park" che, issatosi in cima a molte download charts europee e giunto alle orecchie di Tony Hoffer (produttore di Air e Beck), è stato licenziato dall'americana Dangerbird e il successivo "Small Boat Big Sea" nominato "iTunes album & single of the week" - e l'onda del passaparola a spingere le sue canzoni, alimentando curiosità e aspettative crescenti e irrobustendo la sua determinazione a concluderne un terzo nonostante difficoltà di budget e i tipici canti di sirene del music business: queste le premesse di "Cathedral" del londinese Ed Laurie. Un piccolo grande disco. Sincero e intenso come pochi. Imperniato su quella scardinante e misteriosa faccenda chiamata amore. E realizzato con un procedimento che ne preservasse fino in fondo urgenza e immediatezza, tenendo accesa la fiamma che vi brucia dentro: le cronache raccontano di un Ed chino sulla sua chitarra ad abbozzare un pugno di canzoni - evidentemente ben vive nella sua testa e nel suo cuore - e gli altri a seguirlo (improvvisando) e a favorire quell'epifania. Poche sessioni di registrazione, niente sovraincisioni, tutto in presa diretta.
Gli "altri" in questione sono un gruppo di eccellenti e affiatati musicisti italiani: i bolzanini Andrea Polato (batteria), Marco Stagni (basso/contrabbasso), Matteo Cuzzolin (sax), insieme nel trio jazz-core Fatish, Manuel Randi (chitarra) e il percussionista-vibrafonista napoletano Pasquale Bardaro (orchestra del teatro San Carlo). Ai quali si è poi aggiunto il violinista svizzero Raphael Chevalier, conosciuto da Laurie in tour. E questa è l'altra metà della storia: famiglia paterna divisa tra l'East London e la Scozia, famiglia materna sparpagliata per il globo, con presenze anche in Est Europa e Sudamerica, Ed Laurie è uno spirito libero, ama viaggiare e lanciarsi in sempre nuove avventure. Nell'occasione è stato l'Alto Adige la meta del suo peregrinare, il duomo di Bolzano la cattedrale del titolo (e i suoi rintocchi la coda della traccia omonima), il backstage di un vicino teatro la sede delle citate sessions. Era l'estate 2010. Sei giorni di full immersion. Poi il ritorno a Londra, l'aggiunta di altri tre brani, il missaggio di Richard Neuberg. E l'attesa (quella sì, lunga e paziente) delle condizioni più idonee per far uscire il disco.
Così come l'autore, se ne vanno in giro per il mondo anche le canzoni: ancorate a un songwriting solido e ispirato, che nelle ricorrenti venature jazzy chiama in causa mostri sacri come Fred Neil, Tim Buckley e Van Morrison, si arricchiscono di aromi gipsy e assoli latineggianti, evocano suggestioni mitteleuropee e regalano sensazioni di chanson francese à la Gainsbourg. Per poi, nei passaggi più asciutti e minimali, tornarsene a casa e bussare alla porta di Nick Drake. Con la voce di Laurie a farla da padrona, ad inerpicarsi senza difficoltà su vette per altri irraggiungibili. Può farci quel che vuole con quell'ugola. Il rischio è di diventarne fin troppo consapevole. Per fortuna il problema per ora non si pone: "Cathedral" è disco di febbrile e poetica purezza.
video di "Moment out of Faith": http://www.youtube.com/watch?v=mpekPUtufrU
live (Bolzano): http://www.youtube.com/watch?v=42Zx1qr1jTA
live (Torino) http://vimeo.com/33933543
DICONO DI LUI....
http://www.sentireascoltare.com/recensione/9581/ed-laurie-cathedral.html
http://www.indieforbunnies.com/2012/01/13/ed-laurie-cathedral/
http://www.nerdsattack.net/?p=29931
'Ed Laurie evokes the feeling of calm before the storm. With haunting vocals and gentle, Spanish-inflected guitar, 'Meanwhile In The Park' is a dark and stormy affair. Like all great songwriters, Ed Laurie takes his influences and moulds them into something entirely new and unique. An artist of rare and exceptional talent'
NIGEL WILLIAMSON, THE GUARDIAN, UK
"Theater Im Hof è un posto piccolo piccolo. Ci stanno 50 persone... Nonostante le lillipuziane dimensioni e il caldo che avvolge il teatrino, l'atmosfera che si è creata stasera era bellissima... Appena Ed apre bocca, con il suo stentato e dolcissimo italiano, una nuova energia muove i soliti 50, che pian piano iniziano a farsi trasportare dalle sonorità quasi ipnotiche di questo songwriter che con amore canta l'amore... Ogni canzone è una piccolissima emozione, che rapisce e coinvolge. Tutti i 50. Qualcuno piange perfino, a molti viene la pelle d'oca, altri si perdono nei loro pensieri e si ritrovano nelle note e nelle parole sentite e vissute, lì davanti a tutti, dallo stesso Ed che in qualche modo si mette a nudo davanti a tutti noi. Alle 23 il concerto finisce, i 50 lasciano la sala, asciugano le lacrime, tornano alla realtà della calda serata estiva. Ma l'emozione resta addosso. E poi dicono che la musica dal vivo non serve. Serve eccome".
http://www.franzmagazine.com/category/music/pop-rock/item/theater-im-hof-rapiti-da-ed-laurie.html
Per tutto febbraio, ogni mercoledì Pulse e Repeat con la collaborazione della Mela di Newton vi somministreranno il vostro live intimo di metà settimana.
Prossima data:
Mercoledì 15 febbraio
Sea + Air (DE)
http://www.facebook.com/SeaandAir
H. 21 @ la mela di newton
Via della paglia 2, Padova
Com. Ris. Soci ARCI
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http://meladinewton.wordpress.com/
http://pulsedata.blo
info@pleaserepeat.it - bnlze@yahoo.it
presentano:
ED LAURIE w/ Band (UK, Moonpainter)
http://www.edlaurie.com/ http://www.myspace.com/edlaurie
[ folk / rock / songs ]
Mercoledì 8 Febbraio, h. 21
@ La Mela di Newton via della Paglia, 2 - Padova
Siamo arrivati al quarto mercoledì, in compagnia di Repeat e della Mela di Newton:
questa volta siamo orgogliosi di presentarvi un artista di cui sentirete certamente parlare nei mesi e auspicabilmente anni a venire.
Trattasi di Ed Laurie, cantautore inglese in tour per presentare il suo terzo album, "Cathedral" - il primo fu l'ep digitale "Meanwhile In The Park" che, in cima a molte download charts europee e giunto alle orecchie di Tony Hoffer (produttore di Air e Beck), è stato licenziato dall'americana Dangerbird mentre il successivo "Small Boat Big Sea" nominato "iTunes album & single of the week" - registrato a Bolzano nella cattedrale cittadina, con gli stessi musicisti che domani sera lo accompagneranno all Mela di Newton.
Prima di passare a presentare Ed adeguatamente, vi ricordo che stasera sarà ospite di Moby Dick a Radio 2, in diretta dalle 21!
ED LAURIE (UK)
Ed Laurie - voce, chitarra
Andrea Polato - batteria
Marco Stagni - basso/contrabbasso
Matteo Cuzzolin - sax
Ascoltare Ed Laurie è come sorseggiare del whisky pregiato invecchiato in botti di rovere.
Il punto forza della sua musica è la sua morbida sensualità: un picking latineggiante che ricorda il González degli esordi e una voce calda e profonda alla Leonard Cohen si affiancano a melodie malinconicamente luminose, con rimandi drake-iani e una scrittura dalla semplicità disarmante.
Il fulcro del lavoro di Laurie è il gioco di voce e chitarre acustiche, arrangiate con violini, vibrafoni, sax... ma sono le parole le protagoniste in un viaggio trasognato.
Il duomo di Bolzano è stata l'ispirazione per questa piccola meraviglia che è "Cathedral" , disco registrato con la collaborazione di vari musicisti italiani.
Folk e suoni delicati stanno alla base di questo lavoro, corde, percussioni ed una voce penetrante per un disco semplice ma diretto da sorseggiare ed apprezzare con piacevole lentezza.
anche per questo appuntamento, sarà attivo lo streaming live su:
http://pleaserepeat.it/
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Due album alle spalle - l'ep digitale "Meanwhile In The Park" che, issatosi in cima a molte download charts europee e giunto alle orecchie di Tony Hoffer (produttore di Air e Beck), è stato licenziato dall'americana Dangerbird e il successivo "Small Boat Big Sea" nominato "iTunes album & single of the week" - e l'onda del passaparola a spingere le sue canzoni, alimentando curiosità e aspettative crescenti e irrobustendo la sua determinazione a concluderne un terzo nonostante difficoltà di budget e i tipici canti di sirene del music business: queste le premesse di "Cathedral" del londinese Ed Laurie. Un piccolo grande disco. Sincero e intenso come pochi. Imperniato su quella scardinante e misteriosa faccenda chiamata amore. E realizzato con un procedimento che ne preservasse fino in fondo urgenza e immediatezza, tenendo accesa la fiamma che vi brucia dentro: le cronache raccontano di un Ed chino sulla sua chitarra ad abbozzare un pugno di canzoni - evidentemente ben vive nella sua testa e nel suo cuore - e gli altri a seguirlo (improvvisando) e a favorire quell'epifania. Poche sessioni di registrazione, niente sovraincisioni, tutto in presa diretta.
Gli "altri" in questione sono un gruppo di eccellenti e affiatati musicisti italiani: i bolzanini Andrea Polato (batteria), Marco Stagni (basso/contrabbasso), Matteo Cuzzolin (sax), insieme nel trio jazz-core Fatish, Manuel Randi (chitarra) e il percussionista-vibrafonista napoletano Pasquale Bardaro (orchestra del teatro San Carlo). Ai quali si è poi aggiunto il violinista svizzero Raphael Chevalier, conosciuto da Laurie in tour. E questa è l'altra metà della storia: famiglia paterna divisa tra l'East London e la Scozia, famiglia materna sparpagliata per il globo, con presenze anche in Est Europa e Sudamerica, Ed Laurie è uno spirito libero, ama viaggiare e lanciarsi in sempre nuove avventure. Nell'occasione è stato l'Alto Adige la meta del suo peregrinare, il duomo di Bolzano la cattedrale del titolo (e i suoi rintocchi la coda della traccia omonima), il backstage di un vicino teatro la sede delle citate sessions. Era l'estate 2010. Sei giorni di full immersion. Poi il ritorno a Londra, l'aggiunta di altri tre brani, il missaggio di Richard Neuberg. E l'attesa (quella sì, lunga e paziente) delle condizioni più idonee per far uscire il disco.
Così come l'autore, se ne vanno in giro per il mondo anche le canzoni: ancorate a un songwriting solido e ispirato, che nelle ricorrenti venature jazzy chiama in causa mostri sacri come Fred Neil, Tim Buckley e Van Morrison, si arricchiscono di aromi gipsy e assoli latineggianti, evocano suggestioni mitteleuropee e regalano sensazioni di chanson francese à la Gainsbourg. Per poi, nei passaggi più asciutti e minimali, tornarsene a casa e bussare alla porta di Nick Drake. Con la voce di Laurie a farla da padrona, ad inerpicarsi senza difficoltà su vette per altri irraggiungibili. Può farci quel che vuole con quell'ugola. Il rischio è di diventarne fin troppo consapevole. Per fortuna il problema per ora non si pone: "Cathedral" è disco di febbrile e poetica purezza.
video di "Moment out of Faith": http://www.youtube.com/watch?v=mpekPUtufrU
live (Bolzano): http://www.youtube.com/watch?v=42Zx1qr1jTA
live (Torino) http://vimeo.com/33933543
DICONO DI LUI....
http://www.sentireascoltare.com/recensione/9581/ed-laurie-cathedral.html
http://www.indieforbunnies.com/2012/01/13/ed-laurie-cathedral/
http://www.nerdsattack.net/?p=29931
'Ed Laurie evokes the feeling of calm before the storm. With haunting vocals and gentle, Spanish-inflected guitar, 'Meanwhile In The Park' is a dark and stormy affair. Like all great songwriters, Ed Laurie takes his influences and moulds them into something entirely new and unique. An artist of rare and exceptional talent'
NIGEL WILLIAMSON, THE GUARDIAN, UK
"Theater Im Hof è un posto piccolo piccolo. Ci stanno 50 persone... Nonostante le lillipuziane dimensioni e il caldo che avvolge il teatrino, l'atmosfera che si è creata stasera era bellissima... Appena Ed apre bocca, con il suo stentato e dolcissimo italiano, una nuova energia muove i soliti 50, che pian piano iniziano a farsi trasportare dalle sonorità quasi ipnotiche di questo songwriter che con amore canta l'amore... Ogni canzone è una piccolissima emozione, che rapisce e coinvolge. Tutti i 50. Qualcuno piange perfino, a molti viene la pelle d'oca, altri si perdono nei loro pensieri e si ritrovano nelle note e nelle parole sentite e vissute, lì davanti a tutti, dallo stesso Ed che in qualche modo si mette a nudo davanti a tutti noi. Alle 23 il concerto finisce, i 50 lasciano la sala, asciugano le lacrime, tornano alla realtà della calda serata estiva. Ma l'emozione resta addosso. E poi dicono che la musica dal vivo non serve. Serve eccome".
http://www.franzmagazine.com/category/music/pop-rock/item/theater-im-hof-rapiti-da-ed-laurie.html
Per tutto febbraio, ogni mercoledì Pulse e Repeat con la collaborazione della Mela di Newton vi somministreranno il vostro live intimo di metà settimana.
Prossima data:
Mercoledì 15 febbraio
Sea + Air (DE)
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H. 21 @ la mela di newton
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lunedì 30 gennaio 2012
Pulse+Repeat: CHRIS BROKAW (USA, Codeine/Come) @ La Mela di Newton - ME 1.2.12
Pulse e Repeat, in collaborazione con la Mela di Newton
presentano:
CHRIS BROKAW (USA, Codeine/Come)

http://www.chrisbrokaw.com http://www.myspace.com/thechrisbrokawrockband
[ slowcore / folk rock / songs ]
Mercoledì 1 Febbraio, h. 21
@ La Mela di Newton via della Paglia, 2 - Padova
Terzo mercoledì, in compagnia di Repeat e della Mela di Newton:
ospite d'eccezione sarà l'ex compagno di Thalia Zedek nell'avventura dei Come, nonchè batterista (non possiamo dire nemmeno ex, dato che la reunion è stata già annunciata e vedrà il compimento sul palco del Primavera 2012) dei Codeine, eccezionale gruppo seminale della slowcore nella scena anni '90 statunitense, all'anagrafe Chris Brokaw.
La cifra di Chris va molto oltre l'ombra dei Codeine e la sottovalutata (solo in termini di vendite!) esperienza dei Come: è anche la mente co-fondatrice dei Dirtmusic (con Chris Eckman dei Walkabouts assieme a Hugo Race, ex Bad Seeds) e il meglio di sé lo da nella sua carriera solista, che dagli anni zero occupa la parte principale della sua produzione musicale.
Ed è così che ve lo portiamo a Padova, in versione solista: voce chitarra e field recordings.
Amico e collaboratore di personalità fondamentali come Thurston Moore, Evan Dando e Steve Wynn, Chris Brokaw si può considerare come una delle incarnazioni dell'indie rock americano più genuino, lontano dai riflettori ma generosissimo. La vasta e poliedrica discografia di Brokaw culmina quest'anno con "Stories", un 12" in edizione limitata uscito per la sua etichetta, la Capitan Records.
Breve bio:
Torna a Pescara dopo cinque lunghi anni di assenza Chris Brokaw, una carriera ventennale alle spalle, tra i musicisti più dotati della sua generazione; dopo una militanza giovanile in diverse formazioni punk, Chris fa il suo esordio nel circuito underground di New York alla guida dei Codeine; Il disco "Frigid Stars" (Sub Pop 1990) inaugura lo slo-core e un modo di suonare rock denso e narcolettico.
Il post-Codeine per Brokaw si chiama Come. La band, messa su a Boston con Thalia Zedek, mischia blues e punk, assolo di chitarra e strutture lente e ipnotiche.
Scioltisi nel 2001 i Come, Chris inizia a espandere le proprie collaborazioni (Steve Wynn, Clint Conley (Mission of burma), Willard Grant Conspiracy, e poi mette su il suo esordio da solista "Red Cities" che esce nel 2002: impasto di suoni che scorre verso sud, il suo rock si nutre di polvere, pietre e sudore in un sincero omaggio al low-fi desertico di Howe Gelb e al country acido di Guy Kaiser.
Mai in pausa, In questi anni Brokaw ha fatto uscire nuovi dischi, ha dato vita assieme a Hugo Race (True Spirit, ex-Bad Seeds) e Chris Eckman (Walkabouts) al progetto Dirtmusic (Glitterhouse), membro fisso nei tour americani della Thurston Moore Band (di Thurston Moore dei Sonic Youth), ha registrato assieme a Geoff Farina un disco di canzoni blues. Ha suonato tra gli altri con The New Year, Consonant, Pullman, Evan Dando, Two Dollars Guitar, Tara Jane O'Neil, Manta Ray, Karate, The The Lemonheads e tanti altri.
Dopo aver annunciato la reunion dei Codeine per l'edizione 2012 del Primavera Sound, Brokaw ha pubblicato in questo inizio di 2012 un 12'' a edizione limitata tutto da scoprire, si intitola "Stories".
anche per questo appuntamento, sarà attivo lo streaming live su:
http://pleaserepeat.it/
http://meladinewton.wordpress.com/
http://pulsedata.blogspot.com/
Per tutto febbraio, ogni mercoledì Pulse e Repeat con la collaborazione della Mela di Newton vi somministreranno il vostro live intimo di metà settimana: qui sotto le date a venire...
Mercoledì 8 febbraio Ed Laurie (UK, Moonpainter)

http://www.edlaurie.com/
http://www.myspace.com/edlaurie
Mercoledì 15 febbraio Sea + Air (DE)
http://www.facebook.com/SeaandAir
Mercoledì 22 febbraio Above The Tree (ITA, Locomotiv)
http://www.myspace.com/bluerevenge1
Mercoledì 29 febbraio Loch Lomond (USA, Chemikal Underground)
http://www.lochlomondmusic.com
http://www.myspace.com/lochlomondmusic
H. 21 @ la mela di newton
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CHRIS BROKAW (USA, Codeine/Come)

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Mercoledì 1 Febbraio, h. 21
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Terzo mercoledì, in compagnia di Repeat e della Mela di Newton:
ospite d'eccezione sarà l'ex compagno di Thalia Zedek nell'avventura dei Come, nonchè batterista (non possiamo dire nemmeno ex, dato che la reunion è stata già annunciata e vedrà il compimento sul palco del Primavera 2012) dei Codeine, eccezionale gruppo seminale della slowcore nella scena anni '90 statunitense, all'anagrafe Chris Brokaw.
La cifra di Chris va molto oltre l'ombra dei Codeine e la sottovalutata (solo in termini di vendite!) esperienza dei Come: è anche la mente co-fondatrice dei Dirtmusic (con Chris Eckman dei Walkabouts assieme a Hugo Race, ex Bad Seeds) e il meglio di sé lo da nella sua carriera solista, che dagli anni zero occupa la parte principale della sua produzione musicale.
Ed è così che ve lo portiamo a Padova, in versione solista: voce chitarra e field recordings.
Amico e collaboratore di personalità fondamentali come Thurston Moore, Evan Dando e Steve Wynn, Chris Brokaw si può considerare come una delle incarnazioni dell'indie rock americano più genuino, lontano dai riflettori ma generosissimo. La vasta e poliedrica discografia di Brokaw culmina quest'anno con "Stories", un 12" in edizione limitata uscito per la sua etichetta, la Capitan Records.
Breve bio:
Torna a Pescara dopo cinque lunghi anni di assenza Chris Brokaw, una carriera ventennale alle spalle, tra i musicisti più dotati della sua generazione; dopo una militanza giovanile in diverse formazioni punk, Chris fa il suo esordio nel circuito underground di New York alla guida dei Codeine; Il disco "Frigid Stars" (Sub Pop 1990) inaugura lo slo-core e un modo di suonare rock denso e narcolettico.
Il post-Codeine per Brokaw si chiama Come. La band, messa su a Boston con Thalia Zedek, mischia blues e punk, assolo di chitarra e strutture lente e ipnotiche.
Scioltisi nel 2001 i Come, Chris inizia a espandere le proprie collaborazioni (Steve Wynn, Clint Conley (Mission of burma), Willard Grant Conspiracy, e poi mette su il suo esordio da solista "Red Cities" che esce nel 2002: impasto di suoni che scorre verso sud, il suo rock si nutre di polvere, pietre e sudore in un sincero omaggio al low-fi desertico di Howe Gelb e al country acido di Guy Kaiser.
Mai in pausa, In questi anni Brokaw ha fatto uscire nuovi dischi, ha dato vita assieme a Hugo Race (True Spirit, ex-Bad Seeds) e Chris Eckman (Walkabouts) al progetto Dirtmusic (Glitterhouse), membro fisso nei tour americani della Thurston Moore Band (di Thurston Moore dei Sonic Youth), ha registrato assieme a Geoff Farina un disco di canzoni blues. Ha suonato tra gli altri con The New Year, Consonant, Pullman, Evan Dando, Two Dollars Guitar, Tara Jane O'Neil, Manta Ray, Karate, The The Lemonheads e tanti altri.
Dopo aver annunciato la reunion dei Codeine per l'edizione 2012 del Primavera Sound, Brokaw ha pubblicato in questo inizio di 2012 un 12'' a edizione limitata tutto da scoprire, si intitola "Stories".
anche per questo appuntamento, sarà attivo lo streaming live su:
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Per tutto febbraio, ogni mercoledì Pulse e Repeat con la collaborazione della Mela di Newton vi somministreranno il vostro live intimo di metà settimana: qui sotto le date a venire...
Mercoledì 8 febbraio Ed Laurie (UK, Moonpainter)
http://www.edlaurie.com/
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Mercoledì 15 febbraio Sea + Air (DE)
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Mercoledì 29 febbraio Loch Lomond (USA, Chemikal Underground)
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H. 21 @ la mela di newton
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giovedì 26 gennaio 2012
Pulse181: COMANECI (Madcap/Fooltribe, ITA) @ La Mela di Newton - VE 27.1.12
Pulse e la Mela di Newton
presentano:
COMANECI (ITA, Madcap/Fooltribe)

http://www.myspace.com/comaneciband
http://it-it.facebook.com/pages/comaneci/174410570492
[ folk / rock / punk ]
Venerdì 27 Gennaio, h. 21
@ La Mela di Newton via della Paglia, 2 - Padova
Nell'attesa del pezzo di storia che mercoledì ospiteremo alla Mela nel settimanale appuntamento con Pulse e Repeat, vi facciamo partire il weekend con il piede giusto.
Torna infatti una coppia di artisti che abbiamo già avuto modo di apprezzare un paio di anni fa e che ci hanno lasciato un ottimo ricordo sia per l'intensità del loro set, che per la piacevolezza del tempo passato insieme.
I Comaneci (Francesca - Voce e chitarra + Glauco - chitarra e banjo) tornano dunque alla Mela, di certo tra i contesti ideali per il loro live intimo e sapientemente screziato di elettricità.
Alle Olimpiadi del 1976 Nadia Comaneci, un'esile ragazzina rumena, lasciò il mondo senza fiato per la grazia con cui fluttuò tra le parallele, vedendosi assegnare il primo "dieci" della storia della ginnastica artistica. A lei, alla leggerezza con cui sorprese ogni aspettativa e arrivò là dove nessuno avrebbe immaginato potesse arrivare, rimanda il nome del gruppo ravennate formato da Francesca Amati e Glauco Salvo. Il loro è un progetto musicale minuto e originale, di canzoni semplici in cui il folk incontra il blues, di lentezze acustiche attraversate da una voce sorprendente per la sensualità e l'infanzia che porta con sé. I loro concerti - ospitati spesso in spazi particolari, quasi che il luogo ne sia uno dei protagonisti - sono quanto di più lontano da uno "spettacolo": piccoli riti collettivi, in cui artisti e pubblico si confondono e la musica è un filo teso, un modo di abitare il mondo, un piccolo tempo donato.
prossimi appuntamenti:
Mercoledì 1 febbraio
Chris Brokaw (USA, Codeine/Come)

http://www.chrisbrokaw.com
http://www.myspace.com/thechrisbrokawrockband
Mercoledì 8 febbraio
Ed Laurie (UK, Moonpainter)
http://www.edlaurie.com/
http://www.myspace.com/edlaurie
Mercoledì 15 febbraio
Sea + Air (DE)
http://www.facebook.com/SeaandAir
Mercoledì 22 febbraio
Above The Tree (ITA, Locomotiv)
http://www.myspace.com/bluerevenge1
Mercoledì 29 febbraio
Loch Lomond (USA, Chemikal Underground)
http://www.lochlomondmusic.com
http://www.myspace.com/lochlomondmusic
H. 21 @ la mela di newton
Via della paglia 2, Padova
Com. Ris. Soci ARCI
Per tutto febbraio, ogni mercoledì Pulse e Repeat con la collaborazione della Mela di Newton vi somministreranno il vostro live intimo di metà settimana, con streaming su web per le i musicofili lontani o influenzati:
http://pleaserepeat.it/
http://meladinewton.wordpress.com/
http://pulsedata.blogspot.com/
scheda su Comaneci di Sentireascoltare.com:
A qualche mese di distanza dalla sua pubblicazione, You A Lie rientra ancora nella nostra personale playlist. Per la malinconica indolenza che ne tratteggia l'incedere, per la semplicità che lo caratterizza, per l'inquietudine sfuggente che lascia trasparire. Il dondolare d'archi dell'esordio Volcano è lontano anni luce e anche i Comaneci non sono più gli stessi da quando Jenny Burnazzi e Andrea Carella hanno lasciato il gruppo. Ma il buon momento della band ravennate continua. Le ragioni sono più semplici di quanto non potrebbe sembrare e risiedono tutte nella scrittura e nella voce di Francesca Amati. Nel suo essere al tempo stesso limite formale e motore del gruppo. Da un lato per un approccio alla musica ormai riconoscibile, standardizzato, forse persino ovvio, con la sua chitarra acustica al centro; dall'altro perché proprio quegli steccati minimalisti che identificano la produzione della musicista ravennate garantiscono la conservazione di una creatività quasi primordiale.
Fantasticare rimane la prerogativa. Ed è un fantasticare sulle piccole cose, nell'ottica di un folk epidermico che è simulacro e auto-analisi al tempo stesso. "You A Lie è stato un lavoro che ho amato dall'inizio alla fine, anche perché è arrivato dopo il cambio di formazione dei Comaneci. Un momento che per me è stato decisamente traumatico. Il disco lo abbiamo registrato in dieci giorni nella casa di campagna di un'amica, grazie anche a Mattia Coletti che ha portato tutta l'attrezzatura. A darmi una mano sono passati vari amici, tra cui anche Bruno Dorella (Bachi da pietra, ndr)." A parlare è proprio Francesca Amati. Una che nei suoi Comaneci ha sempre visto un'entità profondamente "sociale" composta da amici, prima che da musicisti. Ancor più nell'ultimo disco (recensione nel pdf n. 61) vista la line-up ridottissima, tanto che tra i crediti oltre ai già citati Dorella e Coletti, ritroviamo Pete Cohen dei Sodastream, Paolo Gradari, Bob Corn e le fantomatiche Missing Choirgirls. Per un'opera che dal passato riprende scrittura e naturalezza espressiva pur mutando drasticamente nelle intenzioni: "Penso che You A Lie possa vantare una piega più realistica, rispetto a Volcano. Nel disco ho voluto ricercare una direzione più cupa. C'è molta meno spensieratezza, meno leggerezza. Anche perché credo che sia rappresentativa del momento che sto vivendo". Il cambiamento - nella continuità - è evidente. A tenere le fila c'è un blues ideale e malinconico, sommesso e intensissimo, che ha a che fare con lo split up del nucleo originale della band ma che non vive solo di quello. Certo è che fin dal titolo l'immaginario si tinge di nero, rimarcando quell'etica dell'imperfezione che da sempre caratterizza i lavori del gruppo: "You A Lie è un errore. Nel senso che grammaticalmente non è corretto. E' un' espressione colloquiale americana che tuttavia qualcuno usa. E' venuta fuori durante il tour negli Stati Uniti che ho fatto con Bob Corn, parlando di slang con alcuni amici. Mi piaceva che questa cosa dell'errore, nel disco, fosse evidente. Nel titolo, ma anche nell'estetica della confezione, quest'ultima come al solito cucita a mano, con qualche "sbavatura" e quindi molto artigianale. Come poi è sempre stato artigianale un po' tutto l'immaginario dei Comaneci."
Chitarra acustica, mandolino, violoncello, elettricità sparsa e una voce che macina filosofia spicciola ma efficacie (If You Wanna Be A Satisfied Man / Just Let Me Be A Satisfied Girl) su cadenze Cat Power. Questi sono i Comaneci del 2010. Gli stessi che l'estate scorsa pubblicavano un ennesimo EP (Girl Was Sent To Grandma's in 1914) per dare continuità a un'entità riconoscibile e ancora in grado di far scattare in chi ascolta un processo di condivisione immediato. Condivisione profondamente legata all'approccio diretto e senza fronzoli della Amati, tanto che chi suona con lei è da sempre destinato a un ruolo di accompagnatore tra livelli strumentali che si inseguono e soluzioni estetiche che circoscrivono il mood dei brani. Da Gennaio 2009 di questa parte di progetto si occupa Glauco Salvo: "Glauco mi sta dando tantissimi stimoli. Lui cura tutti gli strumenti che non siano la mia chitarra acustica e lavora con me sugli arrangiamenti. Nel suo lavoro è una persona molto disciplinata, accademica, mentre io sono l'anti-accademia per eccellenza. Il che significa che ci compensiamo a vicenda creando un rapporto artistico molto costruttivo. L'ho conosciuto perché è diventato un elemento quasi costante dell'altro gruppo in cui suono, gli Amycanbe. Mi è sempre piaciuto il suo modo di suonare e in una situazione di difficoltà come è stata quella che mi sono trovata ad affrontare dopo il cambio di formazione, mi è sembrata la soluzione più naturale".
Sempre più tascabili i Comaneci, ma non meno toccanti. A misura di un mercato discografico dei piccoli spazi e delle poche risorse ma abbastanza trasversali per andare oltre i confini ristretti della penisola o adattarsi a situazioni artistiche tra le più disparate. Come le esibizioni condivise con il fumettista Giuseppe Palumbo - durante le quali quest'ultimo disegna mentre la band suona - o quegli house concerts che hanno permesso al gruppo di emergere decretandone la statura in fatto di "componibilità": "Con l'esperienza degli house concerts entri nel vivo di un luogo. Sai che la serata è organizzata per il tuo evento, sai che le persone vengono lì perché sono interessate esclusivamente a quello che fai, sai che compreranno CD perché hanno voglia di contribuire al tuo progetto. In più c'è l'accoglienza di una casa che, quando viaggi, vuol dire tantissimo. Ceni con chi organizza il concerto, sai già dove dormire, non devi scaricare e caricare tutti gli strumenti".
Consolatoria o familiare, folk o cameristica, la sensibilità dei Comaneci è unica nel suo genere e a suo modo necessaria. Al di là dei cambi di line-up e di una critica istituzionale che fatica a gratificare il gruppo con lo spazio che meriterebbe, resta una musica da monolocale che continua a raccogliere buoni risultati. L'unico rischio per il futuro potrebbe passare per un'eccessiva sclerotizzazione del suono che trasformi la personalità in clichè. Anche in questo caso, comunque, pare che Francesca Amati abbia le idee chiare: "Il gruppo deve tendere a una crescita, mirare a un'evoluzione, cercare un senso in quello che è. Andare oltre la casualità del momento e costruirsi giorno dopo giorno."
presentano:
COMANECI (ITA, Madcap/Fooltribe)
http://www.myspace.com/comaneciband
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[ folk / rock / punk ]
Venerdì 27 Gennaio, h. 21
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Nell'attesa del pezzo di storia che mercoledì ospiteremo alla Mela nel settimanale appuntamento con Pulse e Repeat, vi facciamo partire il weekend con il piede giusto.
Torna infatti una coppia di artisti che abbiamo già avuto modo di apprezzare un paio di anni fa e che ci hanno lasciato un ottimo ricordo sia per l'intensità del loro set, che per la piacevolezza del tempo passato insieme.
I Comaneci (Francesca - Voce e chitarra + Glauco - chitarra e banjo) tornano dunque alla Mela, di certo tra i contesti ideali per il loro live intimo e sapientemente screziato di elettricità.
Alle Olimpiadi del 1976 Nadia Comaneci, un'esile ragazzina rumena, lasciò il mondo senza fiato per la grazia con cui fluttuò tra le parallele, vedendosi assegnare il primo "dieci" della storia della ginnastica artistica. A lei, alla leggerezza con cui sorprese ogni aspettativa e arrivò là dove nessuno avrebbe immaginato potesse arrivare, rimanda il nome del gruppo ravennate formato da Francesca Amati e Glauco Salvo. Il loro è un progetto musicale minuto e originale, di canzoni semplici in cui il folk incontra il blues, di lentezze acustiche attraversate da una voce sorprendente per la sensualità e l'infanzia che porta con sé. I loro concerti - ospitati spesso in spazi particolari, quasi che il luogo ne sia uno dei protagonisti - sono quanto di più lontano da uno "spettacolo": piccoli riti collettivi, in cui artisti e pubblico si confondono e la musica è un filo teso, un modo di abitare il mondo, un piccolo tempo donato.
prossimi appuntamenti:
Mercoledì 1 febbraio
Chris Brokaw (USA, Codeine/Come)
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Mercoledì 8 febbraio
Ed Laurie (UK, Moonpainter)
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Mercoledì 15 febbraio
Sea + Air (DE)
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Mercoledì 22 febbraio
Above The Tree (ITA, Locomotiv)
http://www.myspace.com/bluerevenge1
Mercoledì 29 febbraio
Loch Lomond (USA, Chemikal Underground)
http://www.lochlomondmusic.com
http://www.myspace.com/lochlomondmusic
H. 21 @ la mela di newton
Via della paglia 2, Padova
Com. Ris. Soci ARCI
Per tutto febbraio, ogni mercoledì Pulse e Repeat con la collaborazione della Mela di Newton vi somministreranno il vostro live intimo di metà settimana, con streaming su web per le i musicofili lontani o influenzati:
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scheda su Comaneci di Sentireascoltare.com:
A qualche mese di distanza dalla sua pubblicazione, You A Lie rientra ancora nella nostra personale playlist. Per la malinconica indolenza che ne tratteggia l'incedere, per la semplicità che lo caratterizza, per l'inquietudine sfuggente che lascia trasparire. Il dondolare d'archi dell'esordio Volcano è lontano anni luce e anche i Comaneci non sono più gli stessi da quando Jenny Burnazzi e Andrea Carella hanno lasciato il gruppo. Ma il buon momento della band ravennate continua. Le ragioni sono più semplici di quanto non potrebbe sembrare e risiedono tutte nella scrittura e nella voce di Francesca Amati. Nel suo essere al tempo stesso limite formale e motore del gruppo. Da un lato per un approccio alla musica ormai riconoscibile, standardizzato, forse persino ovvio, con la sua chitarra acustica al centro; dall'altro perché proprio quegli steccati minimalisti che identificano la produzione della musicista ravennate garantiscono la conservazione di una creatività quasi primordiale.
Fantasticare rimane la prerogativa. Ed è un fantasticare sulle piccole cose, nell'ottica di un folk epidermico che è simulacro e auto-analisi al tempo stesso. "You A Lie è stato un lavoro che ho amato dall'inizio alla fine, anche perché è arrivato dopo il cambio di formazione dei Comaneci. Un momento che per me è stato decisamente traumatico. Il disco lo abbiamo registrato in dieci giorni nella casa di campagna di un'amica, grazie anche a Mattia Coletti che ha portato tutta l'attrezzatura. A darmi una mano sono passati vari amici, tra cui anche Bruno Dorella (Bachi da pietra, ndr)." A parlare è proprio Francesca Amati. Una che nei suoi Comaneci ha sempre visto un'entità profondamente "sociale" composta da amici, prima che da musicisti. Ancor più nell'ultimo disco (recensione nel pdf n. 61) vista la line-up ridottissima, tanto che tra i crediti oltre ai già citati Dorella e Coletti, ritroviamo Pete Cohen dei Sodastream, Paolo Gradari, Bob Corn e le fantomatiche Missing Choirgirls. Per un'opera che dal passato riprende scrittura e naturalezza espressiva pur mutando drasticamente nelle intenzioni: "Penso che You A Lie possa vantare una piega più realistica, rispetto a Volcano. Nel disco ho voluto ricercare una direzione più cupa. C'è molta meno spensieratezza, meno leggerezza. Anche perché credo che sia rappresentativa del momento che sto vivendo". Il cambiamento - nella continuità - è evidente. A tenere le fila c'è un blues ideale e malinconico, sommesso e intensissimo, che ha a che fare con lo split up del nucleo originale della band ma che non vive solo di quello. Certo è che fin dal titolo l'immaginario si tinge di nero, rimarcando quell'etica dell'imperfezione che da sempre caratterizza i lavori del gruppo: "You A Lie è un errore. Nel senso che grammaticalmente non è corretto. E' un' espressione colloquiale americana che tuttavia qualcuno usa. E' venuta fuori durante il tour negli Stati Uniti che ho fatto con Bob Corn, parlando di slang con alcuni amici. Mi piaceva che questa cosa dell'errore, nel disco, fosse evidente. Nel titolo, ma anche nell'estetica della confezione, quest'ultima come al solito cucita a mano, con qualche "sbavatura" e quindi molto artigianale. Come poi è sempre stato artigianale un po' tutto l'immaginario dei Comaneci."
Chitarra acustica, mandolino, violoncello, elettricità sparsa e una voce che macina filosofia spicciola ma efficacie (If You Wanna Be A Satisfied Man / Just Let Me Be A Satisfied Girl) su cadenze Cat Power. Questi sono i Comaneci del 2010. Gli stessi che l'estate scorsa pubblicavano un ennesimo EP (Girl Was Sent To Grandma's in 1914) per dare continuità a un'entità riconoscibile e ancora in grado di far scattare in chi ascolta un processo di condivisione immediato. Condivisione profondamente legata all'approccio diretto e senza fronzoli della Amati, tanto che chi suona con lei è da sempre destinato a un ruolo di accompagnatore tra livelli strumentali che si inseguono e soluzioni estetiche che circoscrivono il mood dei brani. Da Gennaio 2009 di questa parte di progetto si occupa Glauco Salvo: "Glauco mi sta dando tantissimi stimoli. Lui cura tutti gli strumenti che non siano la mia chitarra acustica e lavora con me sugli arrangiamenti. Nel suo lavoro è una persona molto disciplinata, accademica, mentre io sono l'anti-accademia per eccellenza. Il che significa che ci compensiamo a vicenda creando un rapporto artistico molto costruttivo. L'ho conosciuto perché è diventato un elemento quasi costante dell'altro gruppo in cui suono, gli Amycanbe. Mi è sempre piaciuto il suo modo di suonare e in una situazione di difficoltà come è stata quella che mi sono trovata ad affrontare dopo il cambio di formazione, mi è sembrata la soluzione più naturale".
Sempre più tascabili i Comaneci, ma non meno toccanti. A misura di un mercato discografico dei piccoli spazi e delle poche risorse ma abbastanza trasversali per andare oltre i confini ristretti della penisola o adattarsi a situazioni artistiche tra le più disparate. Come le esibizioni condivise con il fumettista Giuseppe Palumbo - durante le quali quest'ultimo disegna mentre la band suona - o quegli house concerts che hanno permesso al gruppo di emergere decretandone la statura in fatto di "componibilità": "Con l'esperienza degli house concerts entri nel vivo di un luogo. Sai che la serata è organizzata per il tuo evento, sai che le persone vengono lì perché sono interessate esclusivamente a quello che fai, sai che compreranno CD perché hanno voglia di contribuire al tuo progetto. In più c'è l'accoglienza di una casa che, quando viaggi, vuol dire tantissimo. Ceni con chi organizza il concerto, sai già dove dormire, non devi scaricare e caricare tutti gli strumenti".
Consolatoria o familiare, folk o cameristica, la sensibilità dei Comaneci è unica nel suo genere e a suo modo necessaria. Al di là dei cambi di line-up e di una critica istituzionale che fatica a gratificare il gruppo con lo spazio che meriterebbe, resta una musica da monolocale che continua a raccogliere buoni risultati. L'unico rischio per il futuro potrebbe passare per un'eccessiva sclerotizzazione del suono che trasformi la personalità in clichè. Anche in questo caso, comunque, pare che Francesca Amati abbia le idee chiare: "Il gruppo deve tendere a una crescita, mirare a un'evoluzione, cercare un senso in quello che è. Andare oltre la casualità del momento e costruirsi giorno dopo giorno."
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